La piena

Umberto ha trent’anni e fa l’operaio in una fabbrica del profondo Nord. Lavoro a parte, le giornate sono scandite da musica rock, uscite notturne nei locali della zona e tornei di calcio amatoriale sul terreno gelido dei campi periferici. Il fatto è che Umberto ha anche una famiglia (Lisa, sua moglie; Ale, un bambino che cresce rapidamente; e Fulvia, un gatto capace di lunghe conversazioni telepatiche), e a un certo punto ha paura di non appartenere più questo nucleo. Anche la sua famiglia d’origine non è una sponda solida. Forse è arrivato il momento di attraversare la lunga linea d’ombra che chiamiamo giovinezza. Con La piena, Andrea Cisi ci racconta una storia di toccante quotidianità, alla ricerca di senso e di identità in un luogo e un tempo che sembrano negarli a ogni passo, rappresentando vividamente un microcosmo che ci appare familiare eppure incredibilmente ricco, eccentrico e imprevedibile.

ISBN: 978-88-7521-712-9
Pagine: 419
Pubblicazione: ott 2016

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Altri libri di Andrea Cisi:

Le recensioni della stampa

Carlo Simoni - Corriere della Sera - Brescia

L'amarezza, che aveva sempre venato l'ironia di Cisi, si è fatta dolore, ed è altro che allora occorre: è solo un sentimento più vasto che può salvare dalla "piena", un sentimento di pietas, verso gli altri e verso di sé.
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Alice Pisu - libreria Diari di Bordo - la Repubblica - Parma

Andrea Cisi riesce a rendere le inquietudini, le paure, le incertezze, il senso di precarietà emotiva, senza chiamarli mai per nome ma attraverso le descrizioni dei luoghi e del loro trasformarsi con il succedersi delle stagioni.
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Alice Pisu - libreria Diari di Bordo - la Repubblica - Parma

Andrea Cisi riesce a rendere le inquietudini, le paure, le incertezze, il senso di precarietà emotiva, senza chiamarli mai per nome ma attraverso le descrizioni dei luoghi e del loro trasformarsi con il succedersi delle stagioni.
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Tamara Baris - Treccani

La quotidianità di Umberto è la quotidianità di tanti, pagine di vita raccontate con la giusta dose di realtà e umorismo: così, ci si sente operai, si appartiene alla sua fabbrica, al suo lavoro, alle sue comitive, ai suoi amici e compagni di calcio amatoriale, perché ci fa sentire tutte le voci dei suoi personaggi, o i loro sguardi nei momenti di comica bassezza quotidiana, o – ancora – l’odore di alcuni momenti di esistenza sprecata, di felicità rubata.
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Martina Moramarco - 404 File Not Found

La Piena è un romanzo che ha la straordinaria capacità di assorbire il lettore, di parlare, di consolare, quasi. Ha la capacità di sintesi letteraria di un modo di vivere nell’Italia di oggi. Un’Italia precaria, sì, però che conserva un lieve sorriso beffardo, l’arte di arrangiarsi e di trovare, nei vuoti, nei silenzi, nelle piccole scelte non rivoluzionarie, una breve, provvisoria felicità.
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Frederika Randall - Internazionale

Un bel romanzo. "La piena" è anche un romanzo della provincia: siamo nella bassa padana, zona d’inondazioni e d’industrie in difficoltà. L’amicizia, l’amore, l’ironia popolare: tutto può finire sommerso, se l’acqua melmosa del Po rompe gli argini.
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- Società Dante Alighieri

Consigliato dalla redazione della Società Dante Alighieri.
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- Rolling Stone

Tra i migliori romanzi del 2016 secondo Rolling Stone.
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Anna Zinola - La Nuvola del Lavoro - Corriere della Sera

C’erano una volta Volponi e Ottieri. Autori che hanno fatto del mondo del lavoro (a partire dalla fabbrica) il centro delle loro storie. Poi, per lungo tempo, gli scrittori italiani hanno rivolto altrove il loro sguardo. Ora, ?nalmente, qualcosa è cambiato.
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- La divoratrice di libri

I personaggi sono vividi, tondi, si possono praticamente toccare e non è difficile incontrarli camminando per i vicoli medievali del centro o nei paesini sommersi dalla nebbia da cui, in certi giorni non riesce ad emergere neanche l'altissima torre muraria della cattedrale.
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Veronica Raimo - Rolling Stone

Andrea Cisi ha la formidabile capacità di creare dei personaggi. Penserei a un mix tra la commedia all'italiana e Woody Allen, tra un "C'eravamo tanto amati" e "Io e Annie", dove gli elementi surreali, parodistici o comici non hanno mai quel vezzo hipster e astruso da commedia del Sundance. Oserei un altro azzardo: immaginatevi i diari di John Cheever riportati ai giorni nostri, ambientati nella provincia italiana e che però riescono pure a farvi ridere.
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- Internazionale

Un operaio trentenne, sposato e padre di un bimbo, alla ricerca di se stesso in un mondo che sembra ostacolarlo.
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Giuditta Casale - Giuditta Legge

Come un giro in bicicletta su una strada dissestata, la lingua di Andrea Cisi ondeggia, sballonzola, si incurva, sempre icastica e coerente a un mondo proletario di fatti più che di parole, di gesti più che di mistificazioni, in cui l’ironia domina e sovrasta per incidere, alleggerire, colpire e accarezzare.
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Giulia Dattilo - Mangialibri

La vita di uno che diventa in un attimo la vita di tutti, il miracolo di un processo di riconoscimento che non può non accadere leggendo queste pagine. Si arriva all’ultima riga con le lacrime agli occhi, capendo tutto ciò che c’è da capire, risolvendo l'apparentemente irrisolto e soprattutto sentendosi meno soli.
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Barbara Caffi - La Provincia di Cremona

Con "La piena" Andrea Cisi entra a pieno titolo nella maturità di autore.
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- Gazzetta d'Asti

Andrea Cisi ospite di FuoriLuogo ad Asti.
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