L'uomo di Kiev

Basato su una vicenda realmente accaduta, L’uomo di Kiev è la storia di uno sconcertante caso giudiziario. È il 1911 e la Russia zarista è attraversata da frequenti scoppi di violenza antisemita. Yakov Bok è un ebreo che si guadagna da vivere come tuttofare; lasciato dalla moglie, cerca fortuna nella città di Kiev dove, spacciandosi per gentile, riesce a farsi assumere come sorvegliante in una fabbrica di mattoni. Ma quando accanto alla fabbrica viene ritrovato il cadavere di un bambino, si diffonde la voce che si tratti di un delitto perpetrato dagli ebrei a scopi rituali e scatta la ricerca del capro espiatorio: tradito da false testimonianze e incastrato dalla polizia, Yakov viene accusato del crimine. Rinchiuso in carcere senza processo, umiliato, abbandonato da tutti, l’uomo non smetterà di lottare con tutte le sue forze per difendere la propria innocenza. Pubblicato per la prima volta nel 1966 e premiato con il Pulitzer e il National Book Award, L’uomo di Kiev non è soltanto una vigorosa denuncia del razzismo e della violenza del potere, ma un apologo universale sulla condizione umana: sulla nostra solitudine, le nostre paure irrazionali, il nostro incoercibile desiderio di giustizia.

Con una prefazione inedita di Alessandro Piperno. 

Titolo originale: The Fixer
Traduzione: Ida Omboni

ISBN: 978-88-7521-580-4
Pagine: 405
Pubblicazione: apr 2014

14,50 € -15%
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Titolo originale: The Fixer
Traduzione: Ida Omboni

ISBN: 9788875215903
Pubblicazione: apr 2014

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Le recensioni della stampa

Angelo Cennamo - Telegraph Avenue

Tutte le volte che ?nisco di leggere un libro di Bernard Malamud, mi viene da pensare: questo è il migliore romanzo di Malamud. 
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Vanity Fair.it

Scritto in maniera impeccabile, è d'obbligo leggerlo per ogni appassionato di scrittori ebrei.
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Lorenza Starace - Flanerì

Se leggi L’uomo di Kiev, è vero che te ne stai rinchiuso in quella cella senza far nulla, ma quando, finito il romanzo, ne evadi, sai che «la storia è piena di limiti e di barriere, come se in una cas...
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Luca Briasco - Alias - Il manifesto

I simboli eterni di Bernard Malamud.
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Silvana Mazzocchi - Rsera

Quando nascere ebreo è la colpa delle colpe.
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Francesco Longo - Europa

L’uomo di Kiev è un romanzo che interroga le misteriose nozze tra la colpa e l’ebraismo, la sofferenza del giusto, i rapporti tra ebraismo e cristianità e quelli tra l’ebreo e Dio.
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Gian Paolo Serino - Libero

L'uomo di Kiev, forse il miglior romanzo di Malamud, non è soltanto una vigorosa denuncia del razzismo e della violenza del potere, ma un apologo universale sulla condizione umana.
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Nadia Fusini - La Repubblica

Con Bellow e Roth ha fuso radici yiddish. Ma è con lui che nasce l'eroismo del perdente.
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Liborio Conca - Mucchio.it

Quello che succede dentro «L’uomo di Kiev» è la quintessenza della misteriosa grandezza narrativa di Bernard Malamud.
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L'Unità

Un apologo universale sulla condizione umana: sulla nostra solitudine, le nostre paure, il nostro desiderio di giustizia.
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Nicoletta Tiliacos - Il Foglio

Per Bernard Malamud, nato cent'anni fa, ognuno ha due vite a disposizione. Una per imparare, l'altra per essere quel che si è.
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Chiara Condò - Cabaret Bisanzio

L’uomo di Kiev viene finalmente riconsegnato alla lettura da minimum fax che festeggia con questo titolo, e in maniera straordinaria, il suo ventesimo compleanno.
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Alessandro Piperno - La Lettura - Corriere della Sera

Non c'è pagina di Malamud che non mi riempia di ammirazione. C'è qualcosa di tonificante nell'imparare ad amare ciò che non ti somiglia.
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La Bottega di Hamlin

Per Bernard Malamud la verità della storia è l’unico dovere dello scrittore, ciò che ne rende sacra la missione: essere cantore del destino tragico dell’uomo è vocazione irrinunciabile, rievocarne la ...
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Sara Cappai - 40secondi

Un libro che diventa esperienza letteraria pregnante in cui la prigionia di Yakov diventa la prigionia del lettore ma un libro di cui consiglio la lettura a tutti coloro che si definiscono amanti dell...
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Emanuele Tirelli - PAC - Pane e Acqua Culture

Uno dei narratori che con i suoi personaggi ha saputo descrivere meglio le condizioni umanamente più difficili del suo tempo.
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Lorenza Starace - Flanerí

Se leggi L’uomo di Kiev, è vero che te ne stai rinchiuso in quella cella senza far nulla, ma quando, finito il romanzo, ne evadi, sai che «la storia è piena di limiti e di barriere, come se in una cas...
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Chiara Condò - libraia di Il pensiero meridiano - Tempo x me libri Blog

Nella Russia zarista del 1913, un ebreo viene condannato ingiustamente per l’omicidio rituale di un bambino cristiano. Il protagonista, Yakov Bok, diventerà il capro espiatorio di una società devastat...
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