Vivere mi uccide

Paul e Daniel sono due fratelli francesi di origine marocchina. Paul è sempre stato bravo a scuola, ha un dottorato in letterature comparate ma tira a campare consegnando pizze e facendo il portiere di notte. Daniel ha sempre rifiutato le proprie origini, si esibisce in un peepshow e sogna di fare fortuna come bodybuilder, ma viene risucchiato nella pericolosa spirale del doping. Paul prova a scrivere la loro storia, da quando lui stesso si è avvicinato al pugilato per cercare di difendersi dai bulli al momento in cui si è accorto di provare qualcosa per la libraia Myriam, dal cambiamento che Daniel ha dovuto affrontare nel tentativo di accettarsi alla complicità intermittente che legherà i due fratelli per tutta la vita.

Accolto all'uscita da un grandissimo successo di pubblico, Vivere mi uccide - che è stato al centro di un vero e proprio «scandalo editoriale» quando si è scoperto che dietro il nome di Paul Smaïl si nascondeva lo scrittore, traduttore e musicista bianco Jack-Alain Léger - esamina da vicino le discriminazioni della società francese nei confronti delle persone di origine africana, ma anche l'odio e la fuga dalla propria identità e la guerra che gli esclusi combattono gli uni contro gli altri: insomma, le contraddizioni, le paure e le complessità di un paese che somiglia ogni giorno di più al nostro. 

Titolo originale: Vivre me tue
Traduzione: Lorenza Pieri

ISBN: 978-88-3389-344-0
Pagine: 162
Pubblicazione: giu 2022

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Le recensioni della stampa

Giuseppe Scaraffia - Il Venerdì - La Repubblica

Nella turbinosa esistenza di Paul Smaïl si intrecciano gli stereotipi dell'ingiustizia.
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