Un uomo pieno di gioia

Per Emanuele Trevi queste pagine costituiscono il primo capolavoro di «uno dei più grandi narratori del suo tempo, un impareggiabile collezionista di anime in pena». Apparvero per la prima volta nel 1982, sotto forma di introduzione ai Diari di Delfini, e nel 1989 Cesare Garboli le raccolse nei suoi Scritti servili. Ora vengono qui riproposte autonomamente, con una precisa speranza: che siano lette o rilette non più come un saggio di critica letteraria, ma come un racconto borgesiano. Per quello che sono, in fondo: l’addio a un amico.
Quando si conoscono, sul lungomare di Viareggio, sono precoci entrambi: Garboli è un adolescente di diciassette anni, Delfini uno scrittore «postumo» e dichiaratamente fallito di trentanove. A legarli sarà la letteratura. Ma più che uno scrittore, Delfini è un personaggio di romanzo che aspetta di essere scritto. Garboli ce lo racconta «squinternato, balordo, puerile», un tipo che «non fa che scambiarsi con un altro e non ama, di sé, che il proprio contrario», eppure giocoso e allegrissimo. Ce lo mostra nello spicchio di luce di un caffè, davanti al banco, mentre cena da solo o mette in scena lo sperpero del suo talento, e infine ammalato in un letto, a leggere Stendhal, a Modena, la sua città natale, con la vita alle spalle. Uno scrittore di quaderni smarriti, ma a cui sempre il sorriso «scucchiaiava la faccia, tagliandola da un orecchio all’altro». Un uomo pieno di gioiala storia di un irripetibile apprendistato alla vita, che è sempre la più difficile tra tutte le filologie. 

ISBN: 978-88-3389-251-1
Pagine: 92
Pubblicazione: mag 2021

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ISBN: 9788833892856
Pubblicazione: mag 2021

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Le recensioni della stampa

Roberto Barbolini - Il Resto del Carlino (Modena)

Un testo impagabile che ritorna con il titolo 'Un uomo pieno di gioia' preceduto da un intenso saggio introduttivo di Emanuele Trevi.
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Franco Marcoaldi - Robinson - la Repubblica

Questa luminosa perla letteraria brilla in solitaria.
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Gabriele Di Fronzo - Domani

Non è un tributo docile alla memoria di un vecchio amico, quello scritto da Garboli, né un salamelecco a uno scrittore da tempo deceduto: è un addio che si confonde con l'abbraccio più struggente.
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Fabio Stassi - Tuttolibri - La Stampa

A ogni capoverso, sottolineavo frasi dalla perfezione smeraldina di un aforisma. E ne avevo sempre un soprassalto, una tachicardia.
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Tuttolibri - La Stampa

Un estratto dalla prefazione di Emanuele Trevi.
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Filippo Maria Battaglia - SkyTg24

Emanuele Trevi racconta Cesare Garboli.
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Alessandro Melia

La collana classics di minimum fax continua a regalare gioie ai suoi lettori.
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