Popoff
È notte fonda quando alla porta di Cimino, un vecchietto strambo e un po’ smemorato, bussa un bambino che nessuno ha mai visto prima e che sembra essersi materializzato dal nulla. Con il viso protetto da una sciarpa, e imbacuccato in vari strati di giubbotti, ha una sola domanda per Cimino: «Mi scusi, signore, ha visto per caso mio padre?» In paese il cibo scarseggia, vecchi rancori mai sopiti sono sempre sul punto di eruttare in tragedia, antiche ingiustizie attendono di essere vendicate e gli abitanti diminuiscono giorno dopo giorno a causa di misteriose lettere di espulsione. Senza un nome e senza una casa, il bambino – ribattezzato Popoff – sa che i genitori sono lì da qualche parte e con l’aiuto dei pochi disposti a dargli una mano è determinato a trovarli.
Con la stessa commistione di comico e tragico, realismo e fiaba, lingua letteraria e dialetto che ha fatto di Sangue di Giuda uno degli esordi più apprezzati degli ultimi anni, Graziano Gala racconta con incredibile delicatezza la storia del piccolo Popoff, che in un paesaggio umano vecchio di secoli si innamora delle candele votive, segue una dolce ninna nanna cantata nel cuore della notte dalle casse del supermercato, assiste impotente al terribile spettacolo della crudeltà umana. Senza mai stancarsi di ripetere la stessa, disperata domanda: «Ha visto per caso mio padre?»
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Le recensioni della stampa
Nadeesha Uyangoda - Internazionale
Gala recupera un modo di narrare che mescola la fiaba, la favola, il teatro.Leggi
Alessandro Beretta - La Lettura
Un contrasto di toni e una domanda sono la pietra intorno a cui Graziano Gala edifica il suo secondo libro, Popoff, un riuscito romanzo-favola che mescola tragico, grottesco e speranza seguendo i pass...Leggi
Marta Cervino - Marie Claire
Una fiaba dura e una lingua ipnotica che continua a risuonarci all'orecchio.Leggi
Giacomo De Rinaldis - Culturificio
Questo uso della metrica non fa che rivelare la vera natura di Gala: non di scrittore, ma di poeta. La sua lingua è assoluta come quella della poesia, essa si fa nel momento in cui la si pronuncia – g...Leggi
Giacomo Giossi - Il Manifesto
Gala regala un personaggio capace di imporsi come trickster di una contemporaneità nebbiosa dentro cui siamo tutti immersi quanto costretti.Leggi
Davide Grittani - Corriere del Mezzogiorno
Tra tragedia e ironia un romanzo che brilla di sentimenti rari come la fiducia nel prossimo e la speranza nel futuro. La scrittura di Gala fa il resto, sorretta da un impianto fabulistico quasi unico....Leggi
Michela Fregona - Cultweek
Proprio come in ogni fiaba ben scritta, è esattamente questo l’incantesimo a cui questo romanzo ci muove: farci ripiombare nell’infanzia, tirarci fuori dalle poltrone del sopore, costringerci alla rea...Leggi
Carlo Crosato - Il Foglio
Gala ci cantilena con leggerezza e infinita dolcezza la redenzione proveniente dalla vulnerabilità.Leggi
Ilaria Padovan - Limina
Ecco che Gala non smargina solo le parole, ma anche il genere, dando vita a qualcosa di nuovo, seppur radicato nel southern gothic e nel realismo magico, vicino al grottesco.Leggi
La Sentinella del Canavese
Graziano Gala racconta con incredibile delicatezza la storia del piccolo Popoff.Leggi
Martina Parenti - La Regione
‘Popoff ’ è uno di quei libri che restano impressi e fanno un po’ male, non subito però. Come quando si cade dalla bici ma ci si accorge solo dopo, una volta rialzati, di avere le ginocchia sanguinant...Leggi
Maria Teresa Renzi-Sepe - CrunchEd
Popoff, edito da Minimum Fax, è una favola sull’abbandono. Il mondo fa paura, è freddo e buio, ma la lingua è colorita, multiforme, o comica. La si dovrebbe inserire in un discorso contemporaneo sull’...Leggi
Viviana Veneruso - Il rifugio dell'Ircocervo
Quello di Gala è il racconto di un’infanzia scippata: Popoff non ha «madreppadre», né altri adulti al suo fianco che siano davvero affidabili. Nel corso della storia vede e vive quello che un bambino,...Leggi
Giuseppe Nibali - Treccani
Un verismo di sola regressione, senza impersonalità ma con una maggiorata attenzione alla lingua, ai modi e ai dolori dei disgraziati che vengono costruiti come riuscite e surreali caricature di tutto...Leggi
Antonello Saiz - Satisfiction
Intervista a Graziano Gala: «Questo testo è un esorcismo: è servito al me bambino per provare a cancellare tante brutture, per tentare di diventare grande».Leggi
Arturo Bollino - Lucia Libri
La vita vera, che nulla risparmia ma che in Popoff è ammantata da una patina di grazia, la stessa del protagonista di questa che sembra una novella d’altri tempi: non conosce il mondo, inadeguato, ine...Leggi
Daniele Scalese - Critica Letteraria
Popoff è un romanzo fortemente determinato dalla lingua che lo racconta, una lingua fanciullesca, dell'incanto e della meraviglia, di dialetto e neologismi, dal ritmo della filastrocca e gli apici del...Leggi
Machina Post
La ricerca in Popoff si dirama in più direzioni, è imprecisa, disordinata, e permette di conoscere qualcosa sia del bambino che del paese. Renderla collettiva è una scelta metaforicamente significativ...Leggi
Alessandra Minervini - La Repubblica - Edizione Puglia
Una lingua sognata che sconfina nell'epica cavalleresca: una lettura commovente.Leggi
Agostino Bimbo - Squadernauti
È una storia che sorprende, disorienta e incanta allo stesso tempo.Leggi
Sarah Majocchi - GradoZero
Cercare è trovare, trovare è diventare sé stessi. A modo suo, anche il nostro protagonista, prima di essere Popoff, in un certo senso non c’è.Leggi
Stefano Bonazzi - Satisfiction
Ogni incontro ci rimanda all’ingenuità di un Pinocchio che si raffontra con troppi Gatti e troppe Volpi, in cui ogni promessa, inganno o sparizione diventa metafora di una morale che arriva per vie tr...Leggi