E Baboucar guidava la fila

Baboucar, Ousman, Yaya e Robert sono quattro richiedenti asilo arrivati in Italia dopo avere attraversato mezza Africa e il Mediterraneo. Sono sospesi tra la speranza che la loro richiesta venga accolta e l’ansia di essere respinti. C’è chi aspetta la prima udienza di fronte alla Commissione territoriale, chi il ricorso in primo grado al tribunale, chi invece ha ottenuto una protezione sussudiaria e per un po’ può andare avanti senza troppe ansie. Un fine settimana decidono di prendere un treno che da Perugia li porterà verso l’Adriatico. La meta è la spiaggia di Falconara Marittima e il viaggio è scandito dagli incontri, dalle ossessioni di ognuno e dall’altalenante rapporto con la lingua italiana. Sono quarantott’ore di piccoli avvenimenti: multe, bivacchi, visioni, la finale degli Europei di calcio, qualche litigio. Due giorni in cui i quattro amici si ritroveranno sempre a camminare, in fila indiana, lungo le strade della provincia del Centro Italia. E Baboucar guidava la fila è una favola senza morale, che affronta il tema delle migrazioni scegliendo di raccontare quello che viene dopo le traversate, la normalità inafferrabile di una vita dignitosa che segue ogni approdo e tutto quello che questa normalità contiene: le paure, i desideri, la rabbia, le nostalgie, riuscendo  a ottenere alla fine quella particolare risonanza poetica che hanno soltanto le cose vere.

ISBN: 978-88-7521-964-2
Pagine: 165
Pubblicazione: ott 2018

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ISBN: 9788833890173
Pubblicazione: ott 2018

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20 dic
Giovanni Dozzini a Terni
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Terni
Biblioteca Comunale di Terni

Le recensioni della stampa

il Venerdì di Repubblica

La vita speciale e precaria di quattro richiedenti asilo, fatta di continue sfide alla propria soggettività linguistica, civile, esistenziale. Raccontata senza retorica.
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Liborio Conca - minima&moralia

L’idea che tutti abbiamo del concetto di libertà è uno dei cardini: intervista a Giovanni Dozzini.
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Giuseppe Lorenti - La Sicilia

Il dibattito sul fenomeno ci ha abituati a una narrazione violenta e rabbiosa, “E Babuoar guidava la fila” segue una strada diversa, raccontare questi uomini con onestà, fotografare il loro vissuto pe...
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PeriPeri Catania

"Leggo. Presente indicativo" sceglie di presentare un romanzo che parla di immigrazione ma lo fa con l’intensità giusta, cercando attraverso i toni letterari di ragionare, capire il fenomeno e non di ...
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Federica Olivo - Huffington Post

Giovanni Dozzini nel suo romanzo scrive quello di chi arriva in Europa e si muove, con speranza, paura e insicurezza, in una terra straniera.
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Nicola Mariuccini - Umbria24

Il nuovo libro dell’autore perugino è facile da leggere ma insieme difficile da mandare giù.
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Senzaudio

Con un libro come questo si ha la tentazione di andare al di là del valore letterario e di provare a lanciarsi in indagini sociologiche, magari parlare di del rapporto tra gli italiani e i migranti.
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Left

Una prosa essenziale e poetica. Un racconto universale.
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Fabrizio Marcucci - ribalta

È difficile fare i conti con una parte di te che non vorresti vedere, ma la letteratura serve anche a questo. Quello di Giovanni Dozzini è un libro politico, in senso alto. Di convivenza tra umani.
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Gabriele Ottaviani - Convenzionali

Un libro che mostra quello che accade dopo lo sbarco, quel cammino difficile che chiamiamo integrazione e che può anche concludersi con un rifiuto. Da leggere.
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- Fahrenheit - Radio3

Giovanni Dozzini racconta "E Baboucar guidava la fila" ospite della rubrica del Libro del Mese.
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Francesco Guerra e Gloria Vincenti - Radio Zammu

La letteratura ha il dovere di occuparsi dell'attualità e della società: intervista a Giovanni Dozzini.
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