Pepito

Il principe del jazz

Questo libro racconta l'incredibile e affascinante storia del principe Pepito Pignatelli, batterista e appassionato di jazz, del mondo che gli ruotava attorno e che in larga parte è coinciso con la Roma della Dolce vita, e delle sue mille, folli imprese per portare nella capitale la musica che considerava la più bella del mondo. 

Il suo cahier nobiliare lo teneva quasi nascosto, scritto su una mattonella di ceramica appesa nella piccola cucina dell'attico di via della Lungaretta 97 in cui ha vissuto per vent'anni. Nato in Messico da un padre donnaiolo e dissipatore, cresciuto nella Roma del fascismo, innamoratosi del jazz in giovanissima età, al punto da assordare con i suoi assoli di batteria i padri gesuiti del prestigioso collegio dove era stato spedito a studiare, Pepito Pignatelli è un personaggio leggendario: a vent'anni ha fondato il Mario's Bar, primo jazz club italiano; ancora giovanissimo ha conosciuto il carcere per una scapestrata vicenda di droga; dagli anni Cinquanta ha animato le notti dei locali più celebri, tra via Veneto e Trastevere; si è coperto di debiti pur di tenere in vita il Blue Note e il Music Inn, due locali che hanno fatto la storia; ha conosciuto, ospitato, accompagnato nei loro giorni romani maestri come Chet Baker, Gato Barbieri, Dexter Gordon.

Un imperdibile affresco della Roma degli anni Sessanta e Settanta condotto attraverso la biografia in note di un suo grandissimo protagonista. 

ISBN: 978-88-3389-371-6
Pagine: 214
Pubblicazione: giu 2022

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ISBN: 9788833894225
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30 nov
Marco Molendini a Roma
H 18:30
Roma
Libreria Eli

Le recensioni della stampa

Stenio Solinas - Il Giornale

Nobile e anarchico, batterista e gaudente.
Ritratto di un uomo libero, fra scandali e musica.
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Giancarlo De Cataldo - Robinson - La Repubblica

Due aggettivi per questo libro: magnifico e struggente.
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Massimiliano Castellani - Avvenire

Sono pagine lastricate di nomi di artisti ribelli, fuggitivi, ma soprattutto grandi sognatori.
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Corrado Augias - Il Venerdì La Repubblica

Morì a 50 anni nel 1981 direi per usura; lei, Picchi, undici anni dopo si suicidò per immedicabile dolore. Destinati, si sarà capito, alla leggenda.
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Francesco Specchia - Libero

Un'inarrivabile nostalgia del bello.
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Alberto Riva - Il Venerdì - Repubblica

Nel suo clamoroso Pepito, Marco Molendini, finalmente scrive una delle storie più rocambolesche di quella piccola epica fatta di grandi personaggi che è la storia del jazz italiano dagli anni Cinquant...
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Sabrina Rappoli - Sky TG 24

Leggere questo libro è fare un tuffo nel passato, nel mito di anni che hanno segnato un'epoca; è scoprire o riscoprire personaggi incredibili, sognatori, affascinanti.
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La Gazzetta dello Sport

Pagina dopo pagina, tra ironia e passione, si viene trascinati in una Roma onnivora, pronta a gustarsi tutto
quello che il mondo le offre.
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Franco Bergoglio - Mescalina

Molendini si aggira con piglio sicuro tra i ricordi di questa Città Eterna, entra nelle vicende come testimone oculare e come attore non protagonista.
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Franco Zanetti - Rockol.it

Molto ben scritto, molto coinvolgente.
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Stenio Solinas - Il Giornale

Nobile e anarchico, batterista e gaudente. Ritratto di un uomo libero, fra scandali e musica.
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Timmi Gnudi - Rockerilla

Questa è la storia del principe Pepito Pignatelli, nato a Città del Messico il 9 ottobre 1931, batterista e
grande appassionato di jazz, scritta affettuosamente dal suo amico Marco Molendini.
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Guido Michelone - Il Manifesto

Il libro si allarga a prospettare le vicende dello swing e poi del bebop e del free in una Roma per molti versi refrattaria al jazz e alle novità.
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Alessandro Rigolli - Gazzetta di Parma

Quello raccolto in queste pagine è, al tempo stesso, da un lato il racconto della vita di un uomo dalla personalità più unica che rara e, dall'altro, il tratteggio di uno spaccato di un ambiente socia...
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DagoSpia

Un memoir scritto in prima persona, che ci restituisce un personaggio straordinario con toni affettuosi, a tratti struggenti.
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Luigi Coppola - L'altra ribalta

Una lettura veloce e ammaliante per il lettore. Con la consapevole ratio per l’autore, di aver riprodotto in un compendio fluido e affascinante, una stagione bella e irripetibile.

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Enrico Bettinello - Giornale della musica

Una storia che ci fa rivivere alcuni momenti fondamentali per il jazz a Roma e in Italia, un mondo fatto di fumo, vino, note, sguardi, fughe precipitose e di una passione per il jazz che andava, lette...
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Francesca Verdesca Zain - Vivoumbria

Una biografia individuale ma anche descrizione di un’epoca d’oro e struggente racconto di una storia d’amore
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La Gazzetta dello Sport

Pagina dopo pagina, tra ironia e passione, si viene trascinati in una Roma onnivora.
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Paolo Mocci - Il Quotidiano del Sud - L'altra voce dell'Italia

Una biografia che racconta in realtà più eli un decennio attraversato da grandissimi cambiamenti sociali e cultuali.
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Alberto Guarnieri - Corriere della Sera - Ed. Roma

Un memoir scritto in prima persona, che ci restituisce un personaggio straordinario con toni affettuosi, a
tratti struggenti.
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