Armadio di famiglia
È il 22 dicembre 2020, quando Santa ha un attacco di «pazzia» e tenta di liberarsi di tutti i vestiti che trova dentro all’armadio. Quei capi le fanno troppo male. La famiglia assiste sgomenta alla scena, ma il più sconvolto è Gianni, il figlio maggiore: non può accettare che quei vestiti vadano buttati. Gianni li porta con sé a Roma, per trovargli una nuova collocazione, un nuovo senso.
Fin da bambino Gianni ha osservato le vicende della sua famiglia intrecciarsi e poi sfilacciarsi come la trama e l’ordito di un tessuto inquieto. Ora, smistando e impacchettando la montagna di pezze, prova a decifrarle come si fa con i ricordi, con le emozioni. Attraverso gli abiti ricostruisce la storia di una famiglia che ha superato drammi e burrasche ma ha anche saputo risollevarsi. Frugando tra passato e presente, cercherà di spiegarsi l’ossessione dei genitori per i vestiti – e capirà che non sono altro che un modo per comunicare, per fare a meno di quelle parole che non riescono a uscire. Ma il carico della memoria familiare si fa sempre più pesante, tanto da fargli perdere l’equilibrio: anche Gianni verrà travolto dal peso dell’armadio di famiglia e sfiorato dall’ombra della pazzia.
Armadio di famiglia è un romanzo-archivio, una cronaca delle relazioni familiari in cui gli abiti si fanno metafora e simbolo, contenitori di significati che descrivono e definiscono le persone, i sentimenti, i rapporti. Gianni Denaro, al suo esordio letterario, ci regala un’opera originale e delicata, che colpisce per intensità e leggiadria.
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