Willard e i suoi trofei di bowling

Una sera di settembre, in una San Francisco che sembra lontana anni luce dalla capitale che ha ospitato e cullato i sogni e le utopie dei figli dei fiori e del movimento hippy, in un palazzo di Chestnut Street, Constance e Bob sono immersi in un delirio di giochi erotici, ispirati a Histoire d’O e ai lirici greci, e cercano così di salvare un matrimonio sprofondato nell’afasia. Al piano di sotto abitano Patricia, insegnante, e John, regista di chiara fama. Il loro sembra un ménage perfetto, l’esatto opposto di quello dei loro coinquilini, se non fosse che al centro del loro salotto campeggia Willard, uno strano uccello-totem che non smette mai di fissarli.
In una pensione pulciosa, non troppo lontano dal palazzo dove vivono le due coppie, i tre fratelli Logan non si danno pace. Uno legge fumetti, l’altro beve birra, il terzo cammina avanti e indietro per la stanza, nervosissimo. Qualcuno ha rubato i cinquanta trofei che avevano fatto dei Logan delle autentiche leggende del bowling: è arrivato il momento di recuperare il maltolto e di vendicarsi del ladro, anche se, per riuscirci, dovranno gettare la maschera da bravi ragazzi e trasformarsi in una banda di assassini.
Con la feroce inventiva che ne ha fatto un autore di culto per intere generazioni, Richard Brautigan gestisce come un raffinato burattinaio le traiettorie dei suoi personaggi e i generi letterari in cui si inquadrano , e ci regala un piccolo prodigio: un romanzo secco e inesorabile che è al tempo stesso un western degno di Peckinpah o Leone, un’incursione esilarante e disperata nella pornografia e una parodia del sentimentalismo e di quella illusoria ricerca della felicità che è inscritta nell’atto di fondazione del suo paese.

Traduzione: Pietro Grossi

ISBN: 978-88-3389-049-4
Pagine: 230
Pubblicazione: giu 2019

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