Il cinema in metri

Conversazioni con registe e registi che girano in pellicola

Le bobine che ruotano, il rapido ticchettio del nastro che scorre nella macchina da presa, il fascio di luce del proiettore che attraversa i fotogrammi: la pellicola è di certo l’immagine più iconica del cinema, nonostante ormai da decenni la maggiorparte dei film – dai video amatoriali alle grandi produzioni hollywoodiane – viene realizzata con apparecchi digitali.

Le ragioni del cambio di paradigma sono molteplici, e facilmente intuibili: solo per citarne alcune, il digitale è un supporto più stabile, dà la possibilità di visualizzare le scene in tempo reale e riduce drasticamente tempi di lavorazione e criticità logistiche.

Cosa spinge allora alcuni dei più acclamati, intelligenti, inventivi e premiati registi e registe italiani a tornare alla pellicola, nonostante sia, sotto qualsiasi aspetto, molto meno conveniente? Per rispondere a questo interrogativo, Fulvio Risuleo, a sua volta regista tra i più originali e promettenti della nuova generazione, si è confrontato con molti dei nomi fondamentali della scena italiana – Pietro Marcello, Francesco Sossai, Alice Rohrwacher, Alessandro Comodin, Saverio Costanzo... – e nel corso di queste conversazioni ha raccolto risposte sorprendentemente variegate e complesse: lungi dall’essere frutto di una visione nostalgica o elitaria, la scelta della pellicola ne emerge come una presa di posizione artistica radicale. Scopriamo quindi che «in un mondo iperdigitale, più rapido dei nostri pensieri, ci sono artisti che scelgono di rallentare, di fermarsi a pensare, di darsi dei confi ni dentro cui poter scavare in profondità», regalando a noi la possibilità di continuare a gioire di un’esperienza estetica e poetica il cui fascino non sembra essere scalfi to dallo scorrere del tempo.

ISBN: 978-88-3389-706-6
Pagine: 154
Pubblicazione: set 2026

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