La figlia dell'ottimista

Quando suo padre, il giudice McKelva, le comunica di dover subire un'operazione a un occhio, Laurel non esita a lasciare la sua casa di Chicago e andare a New Orleans per prendersene cura, anche se dovrà avere a che fare con la nuova moglie del giudice, Fay: una donna più giovane di lei, con un carattere duro e scostante, che secondo molti si è sposata solo per interesse. L’intervento sembra riuscito, ma il giudice – l’ottimista del titolo – stenta a guarire, e sprofonda in uno stato di prostrazione a cui seguirà una morte inaspettata. Alle due donne non resta che andare in Mississippi per seppellirlo nel cimitero di famiglia: Laurel avrà così l’occasione per fare i conti con la sua comunità di origine – lasciata forse troppo presto in cerca di una felicità e una realizzazione che hanno faticato ad arrivare  ma anche con Fay e il suo passato, e infine con un mondo che, nella sua meravigliosa testardaggine, si rifiuta di rinunciare alle proprie tradizioni. Maestra indiscussa del racconto e del romanzo di famiglia, Eudora Welty raggiunge con La figlia dell’ottimista – Premio Pulitzer per la narrativa nel 1973 – quella che rimane forse la vetta più alta della sua arte, creando, con Laurel e Fay, due tra i ritratti femminili più complessi e affascinanti che la letteratura americana abbia mai prodotto.

Titolo originale: The Optimist's Daughter
Traduzione: Simona Fefè

ISBN: 978-88-7521-971-0
Pagine: 215
Pubblicazione: nov 2018

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Titolo originale: The Optimist's Daughter
Traduzione: Simona Fefè

ISBN: 9788833890289
Pubblicazione: nov 2018

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Le recensioni della stampa

Rosella Postorino - TuttoLibri - La Stampa

"La figlia dell'ottimista" è il capolavoro di Eudora Welty, tra le più importanti voci del Sud degli Stati Uniti assieme a William Faulkner e Flannery O'Connor.
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