Il paese dei buoni e dei cattivi

Perché il giornalismo, invece di informarci, ci dice da che parte stare

Appelli-petizioni invece di approfondimenti, racconti emotivi e dibattiti tv invece delle inchieste, personaggi simbolo da esaltare o distruggere: l’informazione in Italia si è ridotta a un infinito sermone in cui viene detto per cosa indignarci, per cosa commuoverci, per quale causa firmare. Capire questa degenerazione è il primo passo per arginarla. 

Siamo sommersi dalle notizie: fra quotidiani, televisione, internet, ciascuno di noi riceve ogni giorno migliaia di dati. Eppure non ci sentiamo più informati; anzi, questo immenso flusso è dispersivo, ci lascia confusi, ci fa sentire la mancanza di qualcuno che ci aiuti a non naufragare. Così da un po' di tempo in qua i mezzi di informazione hanno preso alla lettera questo bisogno e, invece di darci le notizie, ci dicono direttamente qual è la parte per cui tifare. 
Dagli appelli-petizioni che sostituiscono gli approfondimenti, ai racconti emotivi, ai dibattiti tv che prendono il posto delle inchieste, ai personaggi simbolo come Saviano o Santoro che funzionano da eroici tutori della verità: il giornalismo ha risolto il problema del mappare la sempre maggiore complessità del nostro mondo, semplicemente dividendolo in buoni e cattivi. Tanto a noi, invece di capire qualcosa in più della realtà, basta sentirci dalla parte giusta. 
Il paese dei buoni e dei cattivi è un libro intelligente, documentatissimo, appassionato nel suo modo di mettere in discussione la voce dei media, che ci fa riscoprire lo strumento migliore per orientarci nel mondo dell’informazione: la nostra libertà



 

ISBN: 978-88-7521-351-0
Pagine: 301
Pubblicazione: set 2011

15,00 € -15%
12,75 € 12.75 EUR

15,00 €

Acquista

Extra

Scarica la copertina del libro

Le recensioni della stampa

Massimo Maugeri - Letterattitudine

Si discute sul concetto di giornalismo con Federica Sgaggio.
Leggi

Flavia Piccinni - Il Riformista

Nella guerra tra buoni e cattivi si perde di vista il Paese reale.
Leggi

Nicoletta Sipos - Chi

Federica Sgaggio ci spiega come il giornalismo più che informarci, ci dice da che parte stare.
Leggi

Alessio Aymone - Radio Città Fujiko

Con Federica Sgaggio si discute dello stato attuale del giornalismo in Italia e del dilemma: colpa di chi informa o di chi si dovrebbe informare?
Leggi

Francecso Borgonovo - Libero

Federica Sgaggio analizza la figura del conduttore come creatore di comunità di adepti fedeli.
Leggi

Roberto Sturm - Carmilla

Quello di Federica Sgaggio è un libro importante.
Leggi

Matteo Pascoletti - La valigia blu

Il libro di Federica Sgaggio centra un problema che investe la retorica giornalistica: la perdita di significato del linguaggio e dunque della funzione che il giornalismo dovrebbe avere, ovvero di med...
Leggi

Giulio Mozzi - Vibrisse

Giulio Mozzi consiglia "Il paese dei buoni e dei cattivi".
Leggi

Luca Sofri - Wittgenstein

Il libro resta fedele alla missione che il sottotitolo suggerisce, riuscendo a porre degli spunti interessanti da mettersi da parte.
Leggi

Gian Paolo Serino - Il Giornale

Un'analisi oggettiva di una «politica ridotta a uno status di facebook».
Leggi

Cesare Buquicchio - L'Unità

Un libro interessante e ricco di spunti.
Leggi

Jacopo Nacci - Scrittori Precari

Alla retorica della semplificazione, Federica Sgaggio oppone la retorica della complessità
Leggi

Barbara Gozzi - Agora Vox

Un'analisi approfondita del mestiere del giornalismo.
Leggi

Davide Casati - GQ.com

«Chi legge deve sapere che si trova di fronte a un meccanismo di divisione del mondo - e che nessuno, in realtà, ha i titoli per compiere quella divisine in buoni e cattivi. L'importante è non raccont...
Leggi

Enrico Pucci - Il Mattino di Padova

Alla ricerca dell'etica perduta.
Leggi