dietro le quinte

Scrivanie, dove nascono i libri: Nicola H. Cosentino

Dove scrivono, quando scrivono le nostre autrici e i nostri autori? In questa puntata lo chiediamo a Nicola H.Cosentino, in libreria con Le tracce fantasma


Lista delle superfici e dei supporti su cui è stato scritto Le tracce fantasma:

Un quaderno verde, aperto sulla scrivania di un ufficio al civico 75 di Blackfriars Road, Londra;

Un vecchio pc portatile, affidabile ma ingombrante, presto obsoleto, di cui non ricordo la marca;

Un nuovo pc portatile, affidabile, ergonomico e alla moda, ma non mio;

Il tavolo della cucina di un appartamento in Corso Buenos Aires, a Milano, nelle ore in cui era vuoto; 

Il letto della stessa casa in Corso Buenos Aires, a Milano, anche quando era occupato, o meglio: condiviso; 

La Biblioteca Venezia in via Melzo, a Milano: postazioni varie;

Un vecchio quaderno nero tornato in auge mentre ancora stavo usando quello verde, motivo per cui quello verde è pieno solo per tre quarti, fermo nel tempo, sospeso su un’idea di otto anni fa;

Un quaderno rosso che ha sostituito quello nero; 

La app “Note” dell’IPhone; 

La app “Note” di un nuovo IPhone (rigenerato: dopo alcune iniziali perplessità, mi sento di consigliarlo); 

Il tavolo della sala da pranzo in casa dei miei, in collina, in provincia di Cosenza; 

La mia scrivania delle scuole elementari – ampia e sollevata: in quinta ero già piuttosto alto – riciclata per lo “studio” della medesima casa; 

Entrambi i letti che si sono succeduti nella nuova casa di Milano, quartiere Acquabella, sui quali ho scritto, scrivo e scriverò seduto a gambe incrociate (o a volte a prono, ma solo per testare il Metodo Walter Siti, che in un’intervista dichiarò di scrivere «sempre sdraiato sul letto a pancia sotto»);

Il tavolo rotondo della sala, soprattutto di notte; 

Treni, aerei («…in giro per il mondo: quante volte si è perduto il mio cuore vagabondo», Lucio Dalla, Prima dammi un bacio);

Il pc su cui sto scrivendo anche adesso;

La app “Note” dell’IPhone della mia compagna, quella volta in cui, guidando, mi è venuta in mente una frase che ritenevo molto buona, e che le ho dettato con concitazione (spoiler: era una frase così così, nel libro non c’è, l’ho tagliata);

Tutti i tavoli e i materassi di una grande casa a Cosenza, non mia;

Tavoli di case al mare (non mie) sempre occupati all’alba, mentre gli altri dormivano e a farmi compagnia c’erano solo i megafoni che annunciavano il pescato del giorno, perlopiù alici; 

Suoli: inglese, lombardo, calabrese, siciliano;

Una nuova scrivania, montata in camera da letto, che come tutti gli ultimi arrivati e le tappe conclusive è stata premiata con ciò che in realtà si deve ai supporti precedenti: il sollievo, le lacrime, la parola «fine».  

 

Lista delle superfici e dei supporti su cui con ogni probabilità scriverò il prossimo:

Al netto di ciò che è stato sostituito, abbandonato o perduto, vedi sopra.

 

Lista delle superfici e dei supporti su con ogni probabilità non mi sarà mai permesso scrivere, anche se nel mio immaginario se sei poeta o scrittore o autore di canzoni prima o poi lo devi fare:

Su una schiena nuda, con carta pergamena, penna d’oca e calamaio. Modello Valmont.

 

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