I poveri

A distanza di più di un secolo da How The Other Half Lives, il memorabile saggio con il quale Jacob Riis svelò per primo il mondo degli «scarti umani», marginalizzati e vittime del capitalismo, e a ottant’anni da Sia lode ora a uomini di fama, nel quale James Agee e Walker Evans realizzarono un primo, perfetto incontro tra scrittura e fotografia raccontando le vite dei fittavoli travolti dalla Grande Depressione, I poveri sposta nuovamente i confini del reportage, portandolo al massimo della sua potenza grazie a uno sguardo profondamente etico, partecipe senz’ombra di patetismi. Vollmann si è messo in viaggio con i suoi taccuini e la sua macchina fotografica, pronto a cogliere la povertà in ogni suo aspetto e sfumatura; ha incontrato, intervistato e ritratto centinaia di persone di ogni nazionalità, dando voce e spazio a quel misto di brutalità e speranza, disperazione e orgoglio, sconfitta e resilienza, che alberga nei dannati della terra e li rende, nel bene come nel male, la quintessenza di un’umanità che sarebbe troppo facile e comodo respingere.


Titolo originale: Poor People
Traduzione: Cristiana Mennella

ISBN: 978-88-3389-180-4
Pagine: 496
Pubblicazione: ott 2020

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Titolo originale: Poor People
Traduzione: Cristiana Mennella

ISBN: 9788833892191
Pubblicazione: ott 2020

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Le recensioni della stampa

Goffredo Fofi - Internazionale

Una sorta di giro del mondo con macchina fotografica al fianco.
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Giorgio Fontana - Domenicale - Il Sole 24 Ore

Grandioso reportage. Libero dal senso di colpa e animato dalla consueta, straordinaria potenza espressiva, Vollmann si interroga però continuamente sulla liceità del suo stesso lavoro.
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Filippo Polenchi - Antinomie

Vollmann, anziché intessere un gioco ri-combinatorio (o di fastidioso upgrade cronologico) dell’antico esemplare, lo rovescia.
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Mario De Santis - HuffPost

È dar voce agli ultimi, ma anche affondare lame nel loro abisso.
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Luca Vaglio - Il Foglio

Il punto di vista di Vollmann non è mai assente o sullo sfondo, ma al contrario è sempre al centro della narrazione e ben percepibile.
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Fabio Zucchella - Blow Up

Le sue opere infrangono le barriere che separano la Narrazione dalla Realtà, la Storia dal Mito, e dilatano vertiginosamente i territori della letteratura possibile.
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Tommaso Giagni - Avvenire

Se il futuro vedrà schizzare i numeri della povertà in Italia allora un libro come questo offre gli strumenti per ragionare su un tema delicato ma presente.
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Giuseppe Culicchia - Tuttolibri - La Stampa

Leggere questo libro comporta il fatto di possedere una certa dose di coraggio. Il coraggio di guardare in faccia la realtà in questo nostro mondo.
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Vanni Santoni - La Lettura - Corriere della Sera

Vollmann, pur ammettendo con candore di non voler conoscere la povertà, riesce a parlare dei poveri in modo moralmente neutro, e quindi sorprendente.
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Paolo Simonetti - Alias - il manifesto

Al crocevia tra storia orale, ricerca antropologica, riflessione autobiografica, resoconto di viaggio e inchiesta giornalistica, il volume non sfigura accanto a capolavori letterari come "Furore".
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Alessandro Gnocchi - il Giornale

Mille prediche in favore della povertà non vi rimescoleranno l'anima come cinque pagine di questa autentica opera d'arte.
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Giuseppe Carrara - La Balena Bianca

Un tentativo di apertura totale che riesce a tratteggiare l’esperienza della povertà senza stereotipi e griglie interpretative prefabbricate.
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il Fatto Quotidiano

Un reportage intenso e crudo sugli ultimi del mondo.
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Gian Paolo Serino - La Provincia

Raggiunge le vette narrative, sangue inchiostro, di un moderno Louis Ferdinand Céline.
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Marco Ciriello - Il Mattino

Il librone di Vollmann è un atto di denuncia con la determinazione di un grande scrittore che ritrae uomini e donne e il loro tempo di sofferenza.
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Veronica Raimo - il Tascabile

Per Vollmann l’impossibilità di raccontare la propria storia da parte dei poveri, e l’impossibilità di leggerla, è una delle discriminanti fondamentali che impedisce di uscire dalla povertà.
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Simona Vinci - Con - consumatori e responsabilità

Porci domande sullo stato di salute delle politiche di protezione sociale riguardo occupazione, precarietà, perdita del posto di lavoro e salute fisica e mentale dei cittadini.
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Roberto Falconi - Azione

Un libro po(n)deroso la cui caratteristica principale risiede nella dialettica, variamente declinata, tra ricerca di senso e ammissione di uno scacco conoscitivo.
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Eleonora Giudici - Mangialibri

Impegnativa ma sempre scorrevole la prosa di Vollmann, trascinante il suo ragionare, che si muove tra saggio, studio antropologico e reportage, sempre in bilico sul filo della narrativa.
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TP24.it

Il viaggio di Vollmann cerca nelle estreme periferie del mondo i tratti comuni e le peculiarità dell’indigenza, cosa significava e cosa significa oggi la parola "povertà".
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Libreriamo

Tra i migliori libri tradotti in italiano nel 2020.
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Diva e Donna

Immagini che parlano e parole che non possono lasciare indifferenti: indimenticabile reportage tra le periferie del mondo.
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Di Più

Un formidabile, potentissimo libro-reportage di uno dei più grandi scrittori viventi.
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La Bottega di Hamlin

Bellissimo reportage di William T. Vollmann.
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The World News

Un crescendo costante di domande sempre più feroci, sempre più destinate a restare senza risposte.
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