home page
to be or not to bop
Storia, team e rete di venditaAppuntamenti e spettacoliTutti i libri di minimum faxGadgets e copie autografateminimum cardOrdini, spedizioni e pagamenti
MARTEDÌ 9 FEB 2010

articoli, interviste e approfondimenti
la rassegna stampa di minimum fax
le prime pagine dei nostri libri in PDF
le schede sui nostri autori
i nostri corsi
pagine riservate ai librai
libreria minimum fax
diritti esteri
minimum fax live
minimum fax media
cinema
book party
manda una e-mail a minimum fax
Per ricevere la newsletter, partecipare alla nostra community e accedere ai tuoi dati
Per essere aggiornato in tempo reale sulle nostre uscite
© minimum fax 2001
ideato da sabrina ranucci
powered by AD
ottimizzato per I.E. 5.0
800x600 pixel
PIVA: 05197951006
nº5 - marzo - Bukowski
Presentazione

BUKOWSKI NELL'ERA DI SANREMO
di Marco Cassini

Permetteteci per una volta un po’ di volgare autocitazionismo, e fateci cominciare questo speciale dedicato a Charles Bukowski con la frase che abbiamo usato per il risvolto di copertina di Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere: “Bukowski è Bukowski”. Ora, a prescindere dal fatto che queste righe vengono scritte nel pieno della settimana sanremese e che quindi diventa quasi ovvio, naturale, il riferimento al pippobaudismo dello slogan analogo coniato anni fa per il festival (non ce ne voglia il dio delle città, e contempraneamente dagli accoglienti inferi non si offenda il vecchio Hank per l’accostamento quanto meno blasfemo), volevamo iniziare questo “speciale” con la frase “Bukowski è Bukowski” per più di una ragione.

Uno: quando pubblicammo quel suo libro nel 1999, non sapevamo che l’autore sarebbe diventato una presenza così preponderante nel nostro catalogo, un appuntamento quasi periodico ormai per i nostri lettori; pensavamo che sarebbe stato l’unico suo libro targato minimum fax, e volevamo dare un’impronta diversa a quella nota biografica, da una parte sottintendendo che davvero di Bukowski si è detto e scritto così tanto, e che lui e la sua opera sono così diffuse in ogni angolo della terra, che non c’era poi bisogno di aggiungere altro, e dall’altra immaginando che i lettori di minimum fax, che – diciamocelo – di letteratura americana sanno, non avessero bisogno di sentirsi dire “Bukowski è l’autore di Post office e Diario di un vecchio sporcaccione” per capire di chi si stava parlando.

Due: “Bukowski è Bukowski” è un’affermazione di identità, e stiamo parlando di una delle identità letterarie più forti e più riconoscibili e più amate del secondo Novecento (oddio, no! stiamo dicendo delle cose su Bukowski! scusate, scusate...)

Okay, allora, tre: basta con le chiacchiere ed eccoci ai fatti: da quel primo libro abbiamo avuto la fortuna di scovare un giacimento, che pare inesauribile, di opere “minori” di Bukowski, vale a dire quelle che i suoi altri editori italiani hanno pensato troppo difficili, troppo poco vendibili (e del resto concausa dei travagli delle gloriose edizioni Sugarco, no?) e che noi abbiamo trovato invece sincere, struggenti, divertentissime. E così abbiamo preso confidenza col Bukowski poeta e col Bukowski delle lettere, ossia (scusate, stiamo per dirlo, tappatevi le orecchie e fate brlrblrblr con la lingua per non sentire) col Bukowski uomo, insomma con la “persona-quasi-normale” che si racconta non programmaticamente, non col piglio dell’autobiografo ma negli scambi di idee, di racconti, di insulti, di affetto con amici, editori, fidanzate, e con se stesso; siamo entrati nella sua vita, grazie a un riuscito appostamento dietro le tende della sua famosa “stanza al piano di sopra”; nascosti nel bagagliaio ampio della sua macchina mezza scassata lo abbiamo seguito all’ippodromo, ai reading, al bar, al cinema, nelle sue avventurose ricerche di storie minime ed eroiche, di gite sulle highways e di litigi con le puttane. E, lasciatecelo dire, in quelle scorribande ci siamo divertiti, perché, per la miseria, è divertiente vedere come di una birra e di un pompino si riesca a fare Pura Letteratura.

Quattro: il Bukowski delle lettere e delle poesie è (permetteteci anche questo: un po’ di sana pubblicità comparativa) migliore secondo noi di quello delle sue opere più famose: è più sincero, più saggio, più onesto, meno a-effetto-per-forza, o sorprendente-per-contratto. Per questo oggi, a quella nota biografica aggiungeremmo un appena percettibile corsivo, dicendo che Bukowski è Bukowski.

E allora, cinque, ecco la notizia, che diamo su queste pagine in anteprima assoluta. Bukowski ci piace così tanto, e ci sta dando così tante soddisfazioni (ci credereste? anche in termini di vendite!) che abbiamo deciso di scavare ancora nel filone aurifero, e così abbiamo trovato un bel po’ di altri libri (per l’esattezza undici) di poesie, tutte scritte nella lunga stagione felice fra il 1970 e il 1990 ma che stanno venendo pubblicate anche in America soltanto ora, postume. E che si aggiungono ai nostri cinque libri di Bukowski già tradotti: li pubblicheremo da qui al 2008 (come antidoto ai prossimi, durissimi anni di dittatura e di Sanremo) sempre che per allora siamo ancora qui.

***

Nel frattempo, celebriamo il vecchio Hank con questo speciale, presentandovi, nell'ordine: una sua poesia inedita scritta in occasione della morte dell'amico e collega John Fante; l'omaggio in forma di poesia (e di affettuosa parodia) tributatogli da Raymond Carver; il reportage di un reading bukowskiano tenutosi a Bologna lo scorso 14 febbraio; un commento all'epistolario di Bukowski firmato da Bruno Gambarotta, che da qualche mese a questa parte ha sposato la causa bukowskiana leggendo le lettere e le poesie di Bukowski in dei reading-concerto di grande impatto emotivo.

torna a inizio pagina
Presentazione
stampa solo testo