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 nº21 - feb/mar David Foster Wallace |
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L'editoriale |
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And but so...
di Marco Cassini
David Foster Wallace è lo scrittore che ho visto, ripetutamente e con
assoluta nonchalance, mentre firmava autografi e rispondeva alle domande di
fan e di amici, sputare in una tazza da tè bianca (e solo ora, dopo aver
letto l'intervista che trovate qui, ho capito perché). È lo scrittore
che ho visto usare un calzino da tennis - a cui aveva preventivamente tagliato
la parte superiore elastica - come porta-portafogli. È lo scrittore che
più di una volta mi ha sorpreso mandandomi, per interposte persone, i
ringraziamenti per avergli regalato la maglietta rossa (con la pubblicità
di una marca di cereali) che a quanto pare indossa quando va in palestra. È
lo scrittore che in un ristorante dell'Illinois mi ha detto la sua personale,
sorprendente, illuminante teoria dei rapporti fra la metafiction e l'economia
di scala nell'America delle multinazionali, che però io non riesco bene
a ricordare né riformulare. È lo scrittore che all'uscita di quello
stesso ristorante, dopo avermi invitato a prendere un'altra coca-cola perché
tanto il refill era gratis, ha chiesto il doggy bag (mezza porzione di patatine
fritte e un quarto di hamburger avanzati) per il suo labrador. È lo scrittore
la cui bandana è un tale oggetto di culto che c'è chi l'ha usata
per rimorchiarsi Zadie Smith al Festival di Mantova. È lo scrittore un
cui racconto pubblicato su una rivista americana era talmente breve da venir
pubblicato sul dorso di quella rivista americana. È lo scrittore un cui
romanzo, d'altro canto, è talmente lungo che il suo nome intero - compreso
il middle name - può entrare in orizzontale sul dorso di quel romanzo.
È lo scritttore il cui nome - compreso il middle name - era anche su
un contratto che ho tenuto incorniciato per dei mesi sulla parete dietro la
mia scrivania in ufficio: il contratto, datato giugno 1997, era il contratto
con cui minimum fax comprava i diritti d'autore sul suo libri di racconti Girl
With Curious Hair: minimum fax ne comprava, con quel contratto datato
1997, i diritti esclusivi per la lingua italiana. Per la precisione, con quel
contratto minimum fax acquisiva i diritti di pubblicare il suo libro in due
volumi distinti: uno contenente il solo racconto lungo Westward the Course
of Empire Takes Its Way (pubblicato con delle mucche in copertina nell'anno
2001 con il titolo italiano Verso
Occidente l'Impero dirige il suo corso), e l'altro contenente tutti
gli altri racconti dell'edizione originale.
Ora, al lettore attento non sarà sfuggita l'apparente contraddizione
tra l'affermazione precedente (ricordate in particolar modo le parole: "contratto",
"minimum fax", "diritti esclusivi", "1997") e
il fatto che nel settembre del 1998 un libro dello scrittore americano David
Foster Wallace intitolato La ragazza dai capelli strani, contenente alcuni
racconti tratti dal libro Girl With Curious Hair, è stato invece
pubblicato in Italia da un'altra casa editrice, in una collana il cui nome ha
in qualche modo a che fare col nuoto (ma non è, nonostante di stratti
di libri, "Dorso"). A me che sono un lettore attento non è
sfuggito, perché il libro pubblicato in quella collana il cui nome potrebbe
essere "Dorso" era appunto l'oggetto di quel contratto con la mia
casa editrice minimum fax. Quando feci personalmente notare questo curioso particolare
all'agente dello scrittore americano David Foster Wallace (la persona in questione,
sia detto per inciso, da allora non lavora più presso l'agenzia letteraria
che rappresenta in Europa lo scrittore americano David Foster Wallace: ha cambiato
mestiere), si arrivò alla conclusione che, almeno, quella collana il
cui nome potrebbe essere "Farfalla" fosse limitata nel suo "diritto"
di pubblicare il libro per soli trenta mesi (una durata assurdamente breve rispetto
allo standard dei contratti di diritto d'autore, e anche questo particolare
darà al lettore attento un segnale della peculiarità della questione
che qui si pone alla sua, appunto, attenzione, grazie alla quale quindi il lettore
trarrà le sue conclusioni), e allo scadere di quei trenta mesi i diritti
tornassero a chi appartenevano, cioè a quella casa editrice su una parete
del cui ufficio a Roma nord un piccolo plico di tre fogli A4 spillati sull'angolo
in alto a sinistra probabilmente dalla mano di quello stesso agente letterario
che ha poi - per mera distrazione, ne siamo certi - redatto un contratto analogo
anche con la casa editrice torinese - si ergevano a testimonianza incorniciata
e perciò evidente della verità dei fatti. David Foster Wallace
è lo scrittore americano il cui libro Girl With Curious Hair nella
sua prima edizione italiana, pubblicata da quella collana il cui nome potrebbe
essere "Rana", era ancora molto ben distribuito e venduto anche allo
scadere del trentesimo mese da quello strano contratto. E anzi, come attestano
scontrini e fatture di più di una libreria di varie città d'Italia
in possesso di chi vi scrive (che proprio per questa sete di accumulo di prove
testimoniali ha probabilmente contribuito in maniera determinante al successo
di quella edizione in termini di copie vendute), non solo allo scadere di quella
data ma anche nei 18 (leggasi diciotto: di-ci-ot-to) mesi successivi. David
Foster Wallace è dunque lo scrittore che ha dovuto aspettare molto più
del previsto (previsto da lui, da me, da quel contratto incorniciato, da voi
lettori attenti) per poter vedere il proprio libro La ragazza dai capelli
strani in un'edizione non mutilata di due delle sue bellissime storie, in
una traduzione eccellente quale quella oggi in circolazione, e soprattutto pubblicato
finalmente per i tipi della casa editrice che in Italia per prima lo aveva scoperto
("compralo, compralo che te lo fottono", mi consigliava anni fa con
fraterno afflato, all'uscita di un reading di Ian McEwan, Sandro Veronesi -
il quale ha poi pubblicato David Foster Wallace nella collana da lui diretta
per l'editore Fandango...) Per fortuna alla fine amor omnia vincit. Be', non
omnia omnia in verità, dal momento che, come sarà noto ai lettori
più attenti, grazie a quel curioso avvenimento, al fatto cioè
che nonostante un contratto fra lo scrittore americano David Foster Wallace
e la casa editrice indipendente minimum fax il libro sia stato pubblicato per
la prima volta in quella collana il cui nome potrebbe essere "Delfino",
quest'ultima ha posto ipso facto un proprio marchio sull'autore, così
che ha di seguito acquisito i diritti anche dei libri successivi di David Foster
Wallace. Ma così va a volte il mondo, e quindi noi per carità
non ci lamentiamo affatto, come vedete, ma gioiamo perché pubblicare
finalmente La ragazza dai capelli strani è per noi qui a minimum
fax come vedere il figliol prodigo che torna a casa. E noi sgozziamo il vitello
grasso per festeggiare il ritorno della pecorella smarrita (in tal modo il numero
degli animali della fattoria non aumenta e non diminuisce - se si eccettua quello
strano volatile che, in un attacco di cristi di identità, invece di starsene
con la testa sotto la sabbia continua a girarci intorno come un avvoltoio...)
Be', insomma in questo reseconto domenicale post-novantesimo minuto in cui avrei
dovuto scrivere qualcosa su David Foster Wallace, lo so, avrei potuto fare certamente
di meglio: avrei potuto scrivere un saggio sulla sua scrittura, sui suoi libri,
sulla sua posizione nell'albero genialogico del postmoderno. Ma perché,
poi?, visto che invece e meglio di tutte le cose che avrei potuto dire io, David
Foster Wallace ve lo state per leggere in his own words. E che words!
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