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MARTEDÌ 9 FEB 2010

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nº21 - feb/mar
David Foster Wallace
L'editoriale

And but so...
di Marco Cassini

David Foster Wallace è lo scrittore che ho visto, ripetutamente e con assoluta nonchalance, mentre firmava autografi e rispondeva alle domande di fan e di amici, sputare in una tazza da tè bianca (e solo ora, dopo aver letto l'intervista che trovate qui, ho capito perché). È lo scrittore che ho visto usare un calzino da tennis - a cui aveva preventivamente tagliato la parte superiore elastica - come porta-portafogli. È lo scrittore che più di una volta mi ha sorpreso mandandomi, per interposte persone, i ringraziamenti per avergli regalato la maglietta rossa (con la pubblicità di una marca di cereali) che a quanto pare indossa quando va in palestra. È lo scrittore che in un ristorante dell'Illinois mi ha detto la sua personale, sorprendente, illuminante teoria dei rapporti fra la metafiction e l'economia di scala nell'America delle multinazionali, che però io non riesco bene a ricordare né riformulare. È lo scrittore che all'uscita di quello stesso ristorante, dopo avermi invitato a prendere un'altra coca-cola perché tanto il refill era gratis, ha chiesto il doggy bag (mezza porzione di patatine fritte e un quarto di hamburger avanzati) per il suo labrador. È lo scrittore la cui bandana è un tale oggetto di culto che c'è chi l'ha usata per rimorchiarsi Zadie Smith al Festival di Mantova. È lo scrittore un cui racconto pubblicato su una rivista americana era talmente breve da venir pubblicato sul dorso di quella rivista americana. È lo scrittore un cui romanzo, d'altro canto, è talmente lungo che il suo nome intero - compreso il middle name - può entrare in orizzontale sul dorso di quel romanzo. È lo scritttore il cui nome - compreso il middle name - era anche su un contratto che ho tenuto incorniciato per dei mesi sulla parete dietro la mia scrivania in ufficio: il contratto, datato giugno 1997, era il contratto con cui minimum fax comprava i diritti d'autore sul suo libri di racconti Girl With Curious Hair: minimum fax ne comprava, con quel contratto datato 1997, i diritti esclusivi per la lingua italiana. Per la precisione, con quel contratto minimum fax acquisiva i diritti di pubblicare il suo libro in due volumi distinti: uno contenente il solo racconto lungo Westward the Course of Empire Takes Its Way (pubblicato con delle mucche in copertina nell'anno 2001 con il titolo italiano Verso Occidente l'Impero dirige il suo corso), e l'altro contenente tutti gli altri racconti dell'edizione originale.
Ora, al lettore attento non sarà sfuggita l'apparente contraddizione tra l'affermazione precedente (ricordate in particolar modo le parole: "contratto", "minimum fax", "diritti esclusivi", "1997") e il fatto che nel settembre del 1998 un libro dello scrittore americano David Foster Wallace intitolato La ragazza dai capelli strani, contenente alcuni racconti tratti dal libro Girl With Curious Hair, è stato invece pubblicato in Italia da un'altra casa editrice, in una collana il cui nome ha in qualche modo a che fare col nuoto (ma non è, nonostante di stratti di libri, "Dorso"). A me che sono un lettore attento non è sfuggito, perché il libro pubblicato in quella collana il cui nome potrebbe essere "Dorso" era appunto l'oggetto di quel contratto con la mia casa editrice minimum fax. Quando feci personalmente notare questo curioso particolare all'agente dello scrittore americano David Foster Wallace (la persona in questione, sia detto per inciso, da allora non lavora più presso l'agenzia letteraria che rappresenta in Europa lo scrittore americano David Foster Wallace: ha cambiato mestiere), si arrivò alla conclusione che, almeno, quella collana il cui nome potrebbe essere "Farfalla" fosse limitata nel suo "diritto" di pubblicare il libro per soli trenta mesi (una durata assurdamente breve rispetto allo standard dei contratti di diritto d'autore, e anche questo particolare darà al lettore attento un segnale della peculiarità della questione che qui si pone alla sua, appunto, attenzione, grazie alla quale quindi il lettore trarrà le sue conclusioni), e allo scadere di quei trenta mesi i diritti tornassero a chi appartenevano, cioè a quella casa editrice su una parete del cui ufficio a Roma nord un piccolo plico di tre fogli A4 spillati sull'angolo in alto a sinistra probabilmente dalla mano di quello stesso agente letterario che ha poi - per mera distrazione, ne siamo certi - redatto un contratto analogo anche con la casa editrice torinese - si ergevano a testimonianza incorniciata e perciò evidente della verità dei fatti. David Foster Wallace è lo scrittore americano il cui libro Girl With Curious Hair nella sua prima edizione italiana, pubblicata da quella collana il cui nome potrebbe essere "Rana", era ancora molto ben distribuito e venduto anche allo scadere del trentesimo mese da quello strano contratto. E anzi, come attestano scontrini e fatture di più di una libreria di varie città d'Italia in possesso di chi vi scrive (che proprio per questa sete di accumulo di prove testimoniali ha probabilmente contribuito in maniera determinante al successo di quella edizione in termini di copie vendute), non solo allo scadere di quella data ma anche nei 18 (leggasi diciotto: di-ci-ot-to) mesi successivi. David Foster Wallace è dunque lo scrittore che ha dovuto aspettare molto più del previsto (previsto da lui, da me, da quel contratto incorniciato, da voi lettori attenti) per poter vedere il proprio libro La ragazza dai capelli strani in un'edizione non mutilata di due delle sue bellissime storie, in una traduzione eccellente quale quella oggi in circolazione, e soprattutto pubblicato finalmente per i tipi della casa editrice che in Italia per prima lo aveva scoperto ("compralo, compralo che te lo fottono", mi consigliava anni fa con fraterno afflato, all'uscita di un reading di Ian McEwan, Sandro Veronesi - il quale ha poi pubblicato David Foster Wallace nella collana da lui diretta per l'editore Fandango...) Per fortuna alla fine amor omnia vincit. Be', non omnia omnia in verità, dal momento che, come sarà noto ai lettori più attenti, grazie a quel curioso avvenimento, al fatto cioè che nonostante un contratto fra lo scrittore americano David Foster Wallace e la casa editrice indipendente minimum fax il libro sia stato pubblicato per la prima volta in quella collana il cui nome potrebbe essere "Delfino", quest'ultima ha posto ipso facto un proprio marchio sull'autore, così che ha di seguito acquisito i diritti anche dei libri successivi di David Foster Wallace. Ma così va a volte il mondo, e quindi noi per carità non ci lamentiamo affatto, come vedete, ma gioiamo perché pubblicare finalmente La ragazza dai capelli strani è per noi qui a minimum fax come vedere il figliol prodigo che torna a casa. E noi sgozziamo il vitello grasso per festeggiare il ritorno della pecorella smarrita (in tal modo il numero degli animali della fattoria non aumenta e non diminuisce - se si eccettua quello strano volatile che, in un attacco di cristi di identità, invece di starsene con la testa sotto la sabbia continua a girarci intorno come un avvoltoio...)
Be', insomma in questo reseconto domenicale post-novantesimo minuto in cui avrei dovuto scrivere qualcosa su David Foster Wallace, lo so, avrei potuto fare certamente di meglio: avrei potuto scrivere un saggio sulla sua scrittura, sui suoi libri, sulla sua posizione nell'albero genialogico del postmoderno. Ma perché, poi?, visto che invece e meglio di tutte le cose che avrei potuto dire io, David Foster Wallace ve lo state per leggere in his own words. E che words!

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