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 nº20 - dic/gen La posizione della Missionaria |
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L'editoriale |
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Natale in India
(o: sono una nonna non sono una santa)
di Marco Cassini
È natale e siamo tutti più buoni. Perfino i cattivi. E per questo abbiamo deciso di dedicare uno speciale del nostro sito a una donna sul cui conto ne sono state dette molte (e sul cui conto, pare, sono stati anche versati un bel po’ di soldi sporchi…), una nonnetta albanese che è stata fatta santa a tempo di record forse anche perché il prodotto best seller made in San Giovanni Rotondo stava sensibilmente diminuendo le vendite e la Grande Azienda sentiva il bisogno di un nuovo testimonial. Dedichiamo insomma queste pagine a Madre Teresa con spirito natalizio: lo facciamo cioè per bieco opportunismo, per rilanciare la nuova edizione del libro di Christopher Hitchens, La posizione della missionaria appena uscito in libreria in una nuova edizione ampliata, nella speranza di venderne delle copie in più. Buon natale!
Permetteteci dunque di raccontarvi una storiella curiosa, che noi qui a minimum fax usiamo ormai come caso di studio (o, al limite, come barzelletta).
Quando il libro La posizione della missionaria di Christopher Hitchens – un pamphlet del grande polemista americano che analizza in maniera chirurgica le contraddizioni dell’operato della suora albanese – stava per uscire in Italia nel 1997, ci fu una così pressante richiesta dalle librerie che addirittura fummo costretti a far aumentare la tiratura al tipografo mentre il libro era ancora in stampa: da 2.000 a 4.000 copie. Era estate, faceva caldo, e il nostro tipografo dovette passare qualche giorno di agosto in più nella sua sala-macchine per colpa nostra. Poi il libro fu stampato, arrivò in casa editrice, partì per i distributori ed era finalmente pronto per arrivare nelle librerie il 5 di settembre.
Vi dice niente questa data?
Esatto, ci avete preso: è il giorno in cui Madre Teresa morì, scatenando una corsa alla beatificazione non solo negli uffici ai piani alti del Vaticano, ma in tutta Italia, dove sbocciarono nel giro di pochi giorni una quantità incedibile di libri agiogafici dedicati alle preghiere, ai miracoli, ai fioretti, alle foto, agli insegnamenti, alle radici di Madre Teresa.
Ora, credete che in un paese come il nostro, nelle nostre librerie, con la nostra religione di stato, sui nostri media ci fosse spazio per l’unico libro che proponeva una voce fuori dal coro?
Se avete risposto come pensiamo, eccovi alcuni dati: a fronte delle 180 copie spedite ai giornalisti, uscirono due sole recensioni. Di quelle 4.000 copie ne sono state vendute, in cinque anni, 573.
Il libro ci è stato reso in tempi record: dopo nemmeno un mese, quegli stessi librai per le cui pressanti richieste il nostro tipografo aveva dovuto rinunciare a due giorni di ferie, ci hanno rispedito indietro la quasi totalità delle copie ordinate, per far posto sugli scaffali ai fioretti, ai miracoli e agli insegnamenti della suora, che ormai era già diventata beata e si avviava a diventare santa, con quel processo da poco portato a termine da Woytila.
Il fatto è che noi qui a minimum fax siamo un po’ testardi, o forse semplicemente non sappiamo fare bene il nostro mestiere: mentre tutti ci consigliavano di mandare al macero le oltre 3.000 copie invendute che avevano inondato il nostro magazzino, abbiamo preferito aspettare. Volevamo tenercele, perché speravamo che un giorno sarebbero arrivati i famosi tempi migliori.
Sì, è vero, nel frattempo piccoli movimenti agnostici o atei (in particolare gli amici della UAAR) hanno comprato una o due copie a settimana, qualche sito internet barricadero, qualche cellula di resistenza ha sparso la voce che il libro esisteva. Ma paradossalmente è stato proprio nel momento in cui Madre Teresa è stata proclamata santa che noi abbiamo creduto che quei tempi migliori erano finalmente arrivati: e così la primavera scorsa abbiamo provato a mandare il libro di nuovo in libreria. Il risultato? La famosa tiratura invenduta è andata esaurita in un paio di mesi. Ci toccava insomma, paradossalmente, ristampare. Prima di farlo abbiamo voluto sentire l’autore del libro, raccontargli la curiosa vicenda tutta italiana del suo libro. Ecco cosa ci ha risposto:
Dear minimum fax,
Thank you for writing, and for letting me know those fascinating details. One so often reads that Italian society is becoming post-Catholic but the work of the clerical centuries is obviously not so easily undone.
Thank you also for your persistence, and for keeping up the good work,
yours
Christopher Hitchens
Nella stessa email ci mandava un suo articolo recente: ne trovate un estratto nelle pagine di questo speciale e nella nuova appendice al libro, che riassume quindi gli avvenimenti dalla prima pubblicazione del pamphlet a oggi.
Dategli un’occhiata, e se vi incuriosisce, e se vorrete approfondire la vera storia della santa di Calcutta, comprate il libro di Hitchens: costa meno che andare a vedere Natale in India.
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