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Jack Kerouac
Jack Kerouac

Di Jack Kerouac è stato già detto tutto, il contrario di tutto, e il contrario del contrario di tutto, per poter azzardare una qualsiasi nuova forma di presentare la sua biografia. Ci limitiamo pertanto ai puri dati bio-bibliografici.
Nato nel 1922 a Lowell, nel Massachusetts, da una famiglia canucca, e quindi di madrelingua francese, e morto a St. Petersburg, in Florida, nel 1969, Kerouac è famoso in tutto il mondo per il suo libro più letto e acclamato, On the Road, pubblicato ormai più di quarant’anni fa, e forse anche per i tantissimi mestieri che ha svolto prima, dopo o contemporaneamente a quello di scrittore: giocatore di football, guardia forestale, frenatore di treni, marinaio. La stagione newyorkese della seconda metà degli anni Quaranta, che vide Jack studente universitario, è una di quelle storiche e fortunate che riescono – e succede poche volte in un secolo – a creare l’ambiente e le premesse per cui una manciata di geniali e sensibili menti artistiche («le migliori», stando al giudizio espresso nell’incipit famosissimo e sempre citato del poema Howl di Allen Ginsberg) si imbattono l’una nell’altra.
Così successe quando i giovani studenti di college Kerouac e Ginsberg si incontrarono con William Burroughs, dando vita – con l’intervento saltuario di altri poeti della East Coast (primo fra tutti Gregory Corso) e poi, in un secondo momento con il trasferimento sull’altro versante americano, nella San Francisco di Ferlinghetti e della sua City Lights Bookstore – a un fenomeno letterario e di costume senza pari per portata comunicativa e impatto emotivo: la beat generation.
Di questa generazione, se Ginsberg è stato l’unificatore e quasi il "public relation man", se Ferlinghetti è stato il divulgatore grazie alle sue edizioni, se Burroughs è stato il padre spirituale e Corso l’enfant terrible, Jack Kerouac è stato senza dubbio il rappresentante più puro, quello che più ha incarnato l’immagine dell’eroe beat.
E lo è stato non soltanto attraverso il romanzo Sulla strada con il suo senso del movimento (sia in termini fisici, di "spostamento", sia in termini letterari, con riferimento al ritmo e allo stile): va ricordato l’altro, più breve, oltre che forse più riuscito racconto, I sotterranei, che descrive la vita di quelle persone stesse cui il libro si rivolgeva, le loro ambizioni e frustrazioni, il loro amore e il loro sesso, il loro tempo e la straordinaria colonna sonora che lo attraversava. E poi i tanti altri romanzi, meno conosciuti e meno fortunati (come accade quasi sempre con gli autori troppo identificati in un solo titolo): dal romanzo di esordio La città e la metropoli al libro filosofico-orientale I vagabondi del Dharma, fino alle memorie solitarie di Big Sur; e poi tutta la produzione poetica (dai Blues ai più o meno estemporanei haiku), fino alla sterminata raccolta di lettere e di sogni, alle meditazioni filosofiche, ai saggi sparsi, agli interventi su riviste e alle interviste come quella, davvero storica, rilasciata alla «Paris Review». Tutta questa gran mole di materiale scritto a macchina (è celebre la definizione sprezzante che dello stile di Kerouac diede Truman Capote: «Questo non è scrivere, è battere a macchina») fece il giro degli Stati Uniti e poi del mondo, rendendo Kerouac un eroe per i ragazzi della sua generazione e una specie di leggenda per i ragazzi di ogni età delle generazioni successive.

di Jack Kerouac
Un mondo battuto dal vento, Mondadori, 2006
Poesie beat. Testo inglese a fronte, Newton & Compton, 2006
Romanzi, Mondadori, 2006
Sulla strada, Mondadori, 2006
I vagabondi del Dharma, Mondadori, 2006
Pic. Storia di un vagabondo «sulla strada», Newton & Compton, 2005
Visioni di Cody, Arcana, 2005
I capolavori, Mondadori, 2004
Orfeo emerso, Mondadori, 2004
Il libro degli haiku, Mondadori, 2003
Maggie Cassidy, Mondadori, 2004
I sotterranei, Feltrinelli, 2003
L'ultima parola. In viaggio. Nel jazz, Il Maestrale, 2003
Il libro dei sogni, Mondadori, 2002
L'ultimo vagabondo americano, Mondadori, 2002
Il sogno vuoto dell’universo. Saggi sul buddhismo, Mondadori, 2001
Diario di uno scrittore affamato, Mondadori, 2000
Lettere dalla beat generation, Mondadori, 2000
L’ultimo hotel e altre poesie, Mondadori, 1999
Le visioni di Gerard, Mondadori, 1998
Scrivere bop, Mondadori, 1998
Bella bionda e altre storie, Mondadori, 1998
Satori a Parigi, Mondadori, 1998
Big Sur, Mondadori, 1998
Angeli di desolazione, Mondadori, 1998
Il libro dei blues, Mondadori, 1998
Il dottor Sax, Mondadori, 1998
La leggenda di Dulouz, Mondadori, 1998
La mezzanotte del vecchio angelo, Mondadori, 1998
Kerouac. Graffiti, Arcana, 1997
La scrittura della dorata eternità, Mondadori, 1997
Libro dei sogni, SugarCo, 1994
Tristessa, SugarCo, 1994
Viaggiatore solitario, SugarCo, 1994

di Jack Kerouac, Allen Ginsberg e Bob Dylan
Battuti & beati. I beat raccontati dai beat, Einaudi, 1996

inedito di Kerouac su
Beat e mondo beat. Chi sono i beats, i provos, i capelloni, Nuovi Equilibri, 2005

su Jack Kerouac
Ted Berrigan, Intervista con Jack Kerouac. Introduzione di Lawrence Ferlinghetti, minimum fax, 1998
David Sandison, Jack Kerouac, Mondadori, 2001
Steve Turner, Jack Kerouac. L’angelo caduto, Fazi, 1997
Vita e leggenda di Jack Kerouac, Edimar, 1997
Antonio Filippetti, Kerouac, La Nuova Italia, 1975

Il sito ufficiale a cura della Kerouac Foundation:
www.cmgww.com/historic/kerouac/toc.html

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