Rassegna Stampa

di Giorgio De Rienzo Corriere della sera 05 aprile 2002

Non offre proprio «99 consigli di scrittura», come promette il sottotitolo, né tanto meno un breve manuale per apprendisti scrittori, ma Senza trama e senza finale, questo libretto assemblato da Piero Brunello, propone comunque un'agile riflessione di Anton Cechov, che potrebbe essere utile, come umile ma essenziale vademecum per tanti nostri narratori. Il libro è costruito con spezzoni di lettere di Cechov che riflette sul proprio scrivere o dà consigli agli amici. Certo è un testo datato fine Ottocento, con i limiti e pregi del tempo, ed esprime un programma d'arte che esclude qualsiasi "sentimentalismo" e punta sul vero. «La letteratura d'arte è così chiamata appunto perché dipinge la vita quale è in realtà. Il suo scopo è la verità incondizionata e onesta». Ancora. «Per un chimico non vi è nulla di sudicio sulla terra. Altrettanto obiettivo dev'essere lo scrittore. Egli deve liberarsi dal soggettivismo della vita e sapere che in un paesaggio un mucchio di letame rappresenta talvolta una parte degna d'ogni rispetto e che le cattive passioni sono inerenti alla vita alla pari delle buone». Conciliare l'arte con «la predicazione» non è possibile. Non tocca infatti ai letterati «risolvere problemi»: «Io non sono un liberale, un conservatore, non sono un progressista, non sono un monaco, non sono un indifferentista. Vorrei essere solo un libero artista», che non debba «essere il giudice dei suoi personaggi né di ciò che essi dicono, ma solamente un testimone spassionato». C'è qualcosa tuttavia che resta ancor oggi e sono consigli pratici di scrittura. Cechov suggerisce di rinchiudere «in un baule» un proprio racconto e «tenercelo per un anno», per vedere a distanza se funziona. Ma soprattutto invita alla brevità: «La brevità è sorella del talento», tagliare il superfluo per arrivare all'essenziale è doveroso. Il che vuol dire, per esempio, che «le descrizioni della natura debbono essere brevi e à propos», evitando i luoghi comuni, perché il lettore «chiudendo gli occhi, possa di colpo rappresentarsi il paesaggio descritto». Più nel dettaglio. «Leggendo le bozze, cancellate, dov'è possibile, gli attributi e gli avverbi». Togliete «tutto ciò che ingombra» e impaccia il lettore.