Rassegna Stampa

di Gian Paolo Serino Il Mucchio Selvaggio 09 novembre 2001

Tutt’altro che banale Cardiaferrania non è, come potrebbe apparire ad una prima e banale scorsa, un semplice fumetto, ma un vero e proprio romanzo per immagini: una "graphic novel" che segna, come mai prima d’ora, i molti limiti della narrativa e della comunicazione cartacea moderna. Cardiaferrania, infatti, ha diversi livelli di lettura: il primo, il più semplice, è quello di un "romanzo noir per immagini", un romanzo avvincente e godibilissimo scandito secondo ritmi narrativi ottimamente calibrati; il secondo, invece, si pone come vero e proprio esperimento culturale senza la complessità che, solitamente, accompagna i progetti d’avanguardia.
Il libro, infatti, sottolinea come i confini della pagina scritta siano sempre più labili, come sempre più, oggi, il vero nemico della lettura sia rappresentato dalla sindrome da "scrittura sull’acqua": parole che si dissolvono nella mente del lettore non appena si fanno inchiostro. Cardiaferrania è la risposta denuncia a questa situazione di paludosa cecità narrativa che sempre più imprigiona gli odierni scrittori in celle d’isolamento da scaffale dove ciò che conta, alla fine, è "comunicare" il proprio nome sul dorso di una copertina.
Cardiaferrania, ed insistiamo sul titolo, perché è l’unica cosa che di questo libro non si digerisce, dimostra come, paradossalmente, sia possibile creare un contesto dove le parole, per una volta, sono più incisive delle immagini. Sono le parole, infatti, a scandire tempi e atmosfere: le immagini sono "usate" solo per sintetizzare un contesto che avrebbe richiesto altre, inutili, parole. Certo l’idea alla base non è nuova (dalla "Bibbia pauperum", le sacre scritture per immagini in uso sin dal medioevo, alle avanguardie novecentesche della poesia visiva sono molti i precedenti): ciò che, invece, è innovativo è il sapiente equilibrio che i due autori dimostrano di aver raggiunto con un libro che non vuole portare personalità nei nostri cuori (come tutte le immagini e molti "bestseller" pretendono di fare), ma, come ogni parola scritta dovrebbe fare, delle astrazioni nella nostra mente.