Rassegna Stampa

di Letture 10 giugno 2004

Se la A sta per Alfonso, non c'è dubbio che la B sia quella di Berardinelli. E la C, di conseguenza, non può che essere l'iniziale di "critico", l'attività che questo autore ha ormai scelto di praticare in modo integrale ed esclusivo. Sessant'anni compiuti nel 2003, già animatore dei leggendari Quaderni piacentini e protagonista - con l'amico Piergiorgio Bellocchio - dell'esperimento della rivista a quattro mani Diario, transfuga dell'accademia e vincitore del Premio Viareggio con un libro programmaticamente intitolato La forma del saggio, Berardinelli è forse uno dei pochissimi critici "puri" presenti sulla scena italiana, altrimenti percorsa da latenti conflitti d'interesse e da quello che può essere definito come « complesso del secondo mestiere». Anche se poi la purezza guadagnata sul fronte della condizione personale si complica e contamina nell'esito della scrittura attraverso un continuo intreccio di temi e metodologie.
Sembra che si occupi "soltanto" di letteratura, Berardinelli, e invece si ritrova a ragionare di economia e cambiamenti sociali, di religione e perfino di politica. Proprio come accade ne L'abc del mondo contemporaneo, che ha tutta l'aria di essere il primo assaggio di un più completo abbecedario polemico e problematico.Si aprte con la A di "autonomia" e la B di "benessere" per approdare, in modo svagato e provocatorio, alla C di "catastrofe". Citando le prose di Orwell e i versi di Enzensberger (due degli autori in assoluto più amati e frequentati da Berardinelli) e accompagnando le sintetiche lezioni "alfabetiche" con una dozzina di microsaggi di derivazione giornalistica, tra i quali risulta memorabile la difesa dei lettori debolissimi, quelli da un solo libro all'anno. Che però - e per fortuna - può anche essere Delitto e castigo...