Pieranunzi è anche l’autore della prefazione del secondo volume dedicato a un altro personaggio dalle mille traversie, tra musica, droga e ricoveri ospedalieri, da molti considerato strambo, per non dire pazzo. E' il geniale pianista e compositore afroamericano Thelonious Monk, morto nel 1982. Ci ha lasciato un patrimonio compositivo di grandissimo valore e la sua musica ha faticato ad essere capita, perchè difficile e orginilassimo il suo modo di affrontarla rispetto ai canoni. Tra le sue creature più riuscite citiamo Crepuscule with Neillie, Criss Cross, Evidence, ma Round Midnight è la più celebre di tutte e ne esistono centinaia di versioni. Ascoltato questo brano non servirebbero, a mio parere, parole e commenti per capire la diversità e l'intelligenza di questo santone del jazz. Ma siccome dietro una composizione artistica c’è sempre una mente, un uomo in carne e ossa (e in questo caso molto complicato) eccomi a consigliarvi MONK HIMSELF - La vita e la musica di Thelenious Monk (minimum fax, 236 pagine, € 13,50) scritto dal pianista Laurent de Wilde e tradotto molto bene in italiano dal critico Michele Mannucci. Una biografia davvero preziosa soprattutto per i jazzofili, ma anche una interessante lettura per chi pur non amando il jazz voglia capire la vita, l’arte e il campo psicologo di un personaggio così straordinario, eccentrico e per un po' musicalmente incompreso, che si è mosso in un contesto molto specifico della società nordamericana del Novecento. Attraverso il suo pianismo atipico e ribelle e la sua identità si può leggere mezzo secolo di storia della cultura neroamericana.