L’editore romano Minimum fax propone nella collana Indi, a trent’anni dalla sua prima uscita per Einaudi, Autobiografia di un picchiatore fascista di Giulio Salierno, un libro ancora attuale per le tematiche affrontate.Quella di Salierno è la testimonianza di un uomo che "è riuscito, parlando di sé, a scrivere un pezzo fondamentale dell’autobiografia della nostra martoriata Italia" ma anche la storia del M.S.I nell’immediato dopoguerra con le lotte tra le varie correnti del partito per l’adesione al Patto Atlantico. Una testimonianza scottante, a tratti commovente, sulla vita dei ragazzi militanti dell’M.S.I nella Roma postbellica e il contrasto politico tra i "neri" e i "rossi".
Il libro, strutturato in otto capitoli, è presentato da Minimum Fax con una prefazione di Sergio Luzzatto, una postfazione dal titolo "Leggere mio padre" di Simona Salierno e da un profilo bio-bibliografico dell’autore.
Conoscere la biografia e la storia politica dell’autore risulta fondamentale per capire a fondo il libro. Nato a Roma nel 1935, attivista dell’M.S.I. dalla fine degli anni Quaranta fino al 1955, anno in cui fu condannato al carcere per avere ucciso un innocente in una rapina, Salierno trascorse solo tredici anni in carcere perché nel 1968 gli fu concessa la grazia.
Proprio durante il periodo di prigionia si dedicò allo studio scoprendo le teorie di Marx e cambiando radicalmente la propria collocazione politica simpatizzando dapprima per la sinistra extra-parlamentare e poi per il Partito Comunista. Morto nel 2006 fu autore di vari libri incentrati sulla sociologia carceraria e si battè, insieme a Franco Basaglia, contro le istituzioni manicomiali.
"Due parole - un nome comune e un nome proprio - ritornano più spesso di altre nell’Autobiografia di un picchiatore fascista. Il nome proprio è