Rassegna Stampa

di Davide Berselli StradaNove.net 16 dicembre 2003

Nella vita di Claudia e Marta, liceali romane e di sinistra, irrompe all'improvviso, durante una manifestazione contro il governo, Vittorio, coetaneo fino ad allora anonimo.
Tra i tre si instaura un profondo rapporto, alimentato dalla passione per la politica e pomeriggi passati a fumare e parlare; Vittorio si trova al centro di un triangolo amoroso che accompagna i ragazzi per diversi anni, che li fa avvicinare e poi allontanare, che mette in gioco l’amicizia delle due ragazze e le mette contro per ottenere il ragazzo che entrambe amano.
Ma Il caso Vittorio non è una semplice telenovela dalla trama consueta; i meriti sono da ricercare altrove, nell’opera d’esordio di Francesco Pacifico, e non nell’originalità di una storia abbastanza scontata.
L’autore è abile nell’affresco di un’epoca e di una realtà: la Roma dei licei e delle manifestazioni, la tensione energica della contestazione studentesca sono raccontate con la dovizia e la partecipazione di chi le ha vissute.
Rivivono, intatte e possenti, le pulsioni delle grandi amicizie e dei primi amori. Trasposte sulla carta con intelligenza e passione, ma anche con l’ardore di nuove invenzioni linguistiche e narrative. Il romanzo è una storia di adolescenti che “diventano grandi”, ma non si ferma alle solite sciocchezze delle riviste da teenager, ma affronta con disinvoltura e maturità anche i temi della responsabilità, delle scelte, della spiritualità.
Opera d’esordio, dunque, ma che svela un autore maturo che può controllare i propri mezzi, anche se a volte si fa prendere la mano e diventa prolisso. Incastonati nella geometria del romanzo e nell’architettura dei rapporti complessi tra i protagonisti, certi brani sono forse indispensabili, ma rallentano pericolosamente un ritmo di lettura che è in genere fluido e piacevole.
La prossima volta, però, ci aspettiamo una storia migliore: originale e limpida come la penna di Pacifico.