Rassegna Stampa

di Ciro Bertini Bazarweb 19 maggio 2008

E ora tutti a dire che nel 2008 Anna Magnani avrebbe compiuto 100 anni.
Contribuendo a determinare una distanza storica da cui è noto come i grandi artisti siano esentati e una deformante immagine di decrepitezza che contrasta con lo slancio vitalistico di ogni sua interpretazione. Intanto però diventa l’occasione per riparlarne, magari per vedere riproposto in tv un ciclo di suoi film, e, nel caso di cui ci occupiamo, per la riedizione di questa sua biografia già uscita nel 1981 e oggi riveduta e corretta.
Cinematograficamente parlando, Anna Magnani è un’icona universale. A parte l’Oscar tributatole nel 1956, la scena della rincorsa al camion nazista che le strappa il marito, il gratuito colpo di mitraglia e la sua caduta rovinosa in Roma città aperta è una delle dieci scene memorabili del cinema del secolo scorso. Ma accanto ai successi (tanti) e ai flop (rari), all’inevitabile alternarsi di alti e bassi di popolarità, c’è stata una vita tutta in salita, di donna mai in pace con se stessa. Figlia di una ragazza madre, che ben presto l’abbandonerà alla nonna trasferendosi in Egitto, Anna inseguirà sempre l’ideale di un amore esclusivo e totalizzante. Amerà gli uomini di enormi passioni, soffocandoli con le sue paure di essere tradita (e abbandonata): cosa che, guarda caso, si verificherà puntualmente. Capace di grandissime generosità, anche professionali – cedette alla Loren il ruolo di madre ne La ciociara – nascose la propria intellettualità dietro la maschera popolaresca.