Rassegna Stampa

di Gian Paolo Serino L'Indice 02 dicembre 2003

Davvero difficile incendiare la carta senza bruciarsi: un risultato che David Means – autentico caso letterario negli Stati Uniti, ma autore da noi ancora poco conosciuto- è riuscito ad ottenere in questi Episodi incendiari assortiti. Racconti che sono tanto brevi quanto folgoranti sia per lo stile di una scrittura che va al “midollo” sia per contenuti che mettono in luce le ombre di un’altra America.: un’America che marmorizza la Libertà con simboli di approdi ormai unicamente turistici... E in questa dimensione, dove tutto è ridotto (o elevato?) a cartolina, Means delinea le coordinate emotive di un animo umano ancora capace, qualche volta, di perdersi in profondità che hanno i colori dell’abisso. I protagonisti di questi “episodi incendiari”, infatti, sono personaggi apparentemente persi: sempre sospesi, ai confini del più niente, tra l’amore e l’abbandono, la morte e la tenerezza di un quotidiano ormai ridotto a mestiere di vivere. Means ci mostra un’America ferita, un’America che sembra uscita dalle pagine di John Cheever per lasciarsi inghiottire dal più alienante dei pendolarismi esistenziali. Unica difesa, unica resistenza umana ancora possibile per non fuggire dalle porte antipanico di una morte in vita, è di oltrepassare quella “sottile linea grigia” che in tanti –troppi!- hanno ancora il coraggio di chiamare baratro. Il vero baratro, nelle pagine di Means come nella vita, è invece di aver sostituito alle fiamme di quell’ inferno che ognuno porta inevitabilmente dentro di sé degli impianti di riscaldamento autonomo.