Non soltanto i filosofi bevono, purtroppo. April e Frank Wheeler, i protagonisti di Revolutionary Road di Richard Yates sono due piccoli borghesi senza qualità, che scelgono di andare a whisky e alcolici vari nel tentativo di ingollare una quotidianità ordinaria e tormentosa. Fino all’ultimo goccio. Fino alla tragedia. Sembra America Beauty, il capolavoro cinematografico di Sam Mendes datato 1999, è invece è un romanzo di oltre quarant’anni fa. Un classico, anzi uno dei “minimum classics”, come recita l’insegna della collana lanciata nei mesi scorsi dall’intelligente casa editrice romana. Un’operazione che ha come obiettivo la sistematica riscoperta e riproposta dei migliori testi narrativi del secondo Novecento americano, quando la modernità iniziò a diventare postuma a se stessa, sconfinando presto dal post-moderno all’avant pop. Così, insieme al romanzi di Yates (accompagnato da un’importante introduzione di un altro scrittore made in Usa, Richard Ford), sono ricomparsi in libreria L’Opera Galleggiante di John Bart e Ritorna, dottor Caligari di Donald Barthelme, e altri titoli sono imminenti. Perché siamo un po’ meno giovani di quanto credessimo. E perché l’America è molto meno beautiful del previsto.