Erano quarant'anni che in Italia mancava un'antologia della poesia degli Stati Uniti: l'ultima, del 1964, si deve a Fernanda Pivano (Poesia degli ultimi americani). E' dunque davvero utile la nuova raccolta che ci offre l'inarrestabile casa editrice minimum fax: West of your cities, curata dal poeta americano Mark Strand e dal traduttore Daniele Abeni. Il primo ha scelto gli autori e un bel po' di testi. Il secondo ha deciso quali di questi testi fossero più traducibili. Naturalmente in pagina c'è l'originale con traduzione a fronte: traduzione di solito buone e oneste. Unico (ma minore) neo del libro, un certo stile pubblicitario nella presentazione("sette premi Pulitzer, quattro Poeti Laureati d'America!").
I poeti scelti sono undici e tutti importanti: si va da Charles Wright a Frank Bidart, da Louise Gluck a Heather McHugh, ai più grandi, che a mio parere sono Charles Simic e Robert Pinsky. Quest'ultimo in particolare, intervistato da questo giornale sulla sua bella traduzione dell'Inferno dantesco che fa a meno della "terza rima", dando così alla cantica un inedito ritmo incalzante, smentisce in parte l'affermazione del curatore che "per molti lettori stranieri la poesia americana è ferma ai Beat, ai Black Mountain POets, alla New York School". Nei limitati spazi che i quotidiani offrono alla poesia, un occhio cerchiamo di tenerlo anche "all'ovest delle nostre città". Ma l'antologia è bella, ricca e utile.