Ritorna in libreria con “Terre in disordine, racconti e immagini della Campania di oggi (pagg. 137, euro 16.50, Minimum fax)” Maurizio Braucci, l’autore di “Mare guasto”, che insieme a Stefano Laffi firma un’indagine sociologica, servendosi di cinque gruppi di indagine formati da scrittori, ricercatori e fotografi, con un taglio narrativo ad altezza d’uomo. Il tutto parte dall’esperienza di Punta Corsara e della compagnia teatrale Arrevuoto. Il metodo è quello sociologico ma innervato dell’umanità che si fa prossima agli uomini che vivono (?) in terre come il litorale domizio, le campagne di Sarno, Castel Volturno, Aversa, Villa Literno. In queste aree per ragioni soprattutto di non governo dei flussi del post-terremoto, dell’emigrazione, e per la mancanza di un indirizzo politico di vero sviluppo economico che non fosse quello di distruggere le vocazioni del passato e di proporre un futuro suadente che in realtà tende a saltare un presente su cui si fanno soldi ma di cui si ha terrore, si sono verificati mostri urbanistici e sociali. Sintomatico l’episodio che si occupa di Castel Volturno dove la città non ha più centro e dove i vari gruppi etnici e sociali vivono in un continuo giustapporsi che non genera cittadinanza. Quanti abitanti ha Castel Volturno? Quanti pagano le tasse o vi sono residenti? Perché gli autobus che collegano quella zona hanno orari e fermate ballerine? Questo libro andrebbe fatto leggere nelle Scuole, ma prima dovrebbero leggerlo gli amministratori incapaci di quelle zone. Non lo leggeranno. Ma il tentativo di muovere le acque per creare nuovi soggetti locali che possano fare nascere percorsi culturali virtuosi per giungere ad una cittadinanza attiva ci sembra l’unica possibilità illuministica che possa derivare da questo testo, non solo di inerte denuncia, ma preoccupato di dare una possibile speranza.