Rassegna Stampa

di Stefano Fanti Rockit 16 luglio 2009

Tremendamente contemporaneo, il romanzo d'esordio di Peppe Fiore fa sentire quelli della sua generazione – e del protagonista del romanzo – meno soli, ma anche molto spaventati. Rigenerante e deprimente allo stesso tempo. Ma sempre lucido, acuto e con una lingua quotidiana, vicina alla realtà ma non banale, capace di regalarci personaggi complessi che, soprattutto in quello che NON dicono, si dichiarano, si aprono, si sfogano. L'antieroe Michele Botta rompe e poi ripara il navigatore che guida le sue azioni, navigatore che lo porterà molto lontano, verso il fallimento solitario o la redenzione definitiva, luoghi (soprattutto della mente) di cui, però, non è dato – ed è giusto così – sapere. A fare da sfondo un'Italia misera e ridicola, specchio rotto di un periodo storico da lasciarsi alle spalle al più presto. Intrinsecamente letterario e influenzato dal linguaggio cinematografico-televisivo, questo è l'esordio di un grande – e giovane finalmente - scrittore.