Rassegna Stampa

di Giulia Mozzato Wuz 23 giugno 2009

"Allora nessuno più chiamerà tutto ciò aforismi, ma chiameranno chi li scrive 'seminatori d'albe', che, come un sol uovo, nel 2030 si schiuderanno a sorpresa avvenuta. Adesso basta solo avviarci ammaliati alla fonte del prescritto passato, per poter vedere se di questa futura epoca resta ancora un preludio, o se il realismo lagunare di chi è piantato nel 2009 schiavizza così tanto il verrà imperituro." Alessandro Bergonzoni - Ecco i come mai (viaggi nella pre e post costituzione) Una sveglia all'Italia chi la darà? Chi sarà capace di farci uscire dal torpore, dal letargo in cui siamo entrati ormai da troppi anni? Gli scrittori? Dubito, a dire il vero, perché il raggio d'azione del libro è limitato, confinato, chiuso, e anche se la rete può essere il megafono degli autori è vero anche che ad ascoltare la loro voce - pensiamola pure urlata, se volete - è alla fine sempre la medesima categoria di persone. Il tentativo è comunque più che interessante, specie se a farlo sono scrittori del calibro di questi, che Giorgio Vasta unisce in un'antologia sull'Italia. Passato, presente e soprattutto futuro si intrecciano in pagine raggelanti e un po' angosciose, come quelle di Giancarlo De Cataldo, Giorgio Falco o Tommaso Pincio, allucinatorio-televisive firmate Giuseppe Genna o quasi poetiche, come quelle di Ascanio Celestini. Ogni autore (sono nove e molto diversi fra loro) racconta uno spaccato di futuro alla sua maniera. C'è chi punta sul fantascientifico intrecciato al presente (Tullio Avoledo) e chi invece dilata l'attuale realtà portandola sino ai limiti estremi di una nazione, l'Italia, governata dalla mafia nel momento in cui la memoria e i valori vengono totalmente azzerati (Valerio Evangelisti). Infine c'è chi lavora sulla Storia, seguendo la propria vocazione, come fanno i Wu Ming I.