Rassegna Stampa

di Paolo Petroni Ansa 24 marzo 2004

Quale e' la qualità dell'aria a Italiaville? Ovvero, come si vive in questa Italia d'oggi? A rispondere sono stati chiamati dalla rivista "Nuovi Argomenti" sotto il titolo appunto di "Italiaville" e in "Qualita' dell'aria", un volume edito da Minimum Fax a cura di Nicola Lagioia e Christian Raimo, molti giovani scrittori che lo fanno attraverso i loro racconti. Una visione abbastanza nera, in genere, come dimostra il riferimento da una parte all'inquinamento e, dall'altra, a disagio, perbenismo e violenza dell'impietoso film di Lars von Trier "Dogville", ma che vede gli autori scegliere comunque strumenti letterari meno estremi, ma non meno generalmente inquietanti di quelli utilizzati dagli scrittori di romanzi di genere, gialli e noir, che rivendicavano di essere sinora i soli impegnati programmaticamente a ritrarre e denunciare la realta' del nostro paese, a documentarsi per metterne in luce i lati neri, il degrado morale.
"Nuovi Argomenti", la rivista diretta da Enzo Siciliano, ha chiamati 14 autori a esprimersi, mentre il volume della Minimum Fax che arriva in libreria col titolo "La qualita' dell'aria" ne raccoglie sullo stesso tema venti under 40. Due nomi sono in comune, ma vi compaiono con interventi diversi, Francesco Pacifico e Valeria Parrella.
Il primo sulla rivista racconta un paese della Sabina tra fascismo e realta' politico-sociale postbellica, pensandolo come set per un film ideologico-pecoreccio, mentre per il volume Minimum Fax Pacifico ha scritto un racconto postmoderno su una coppia d'oggi in Salento, tra desideri e paure in un mondo da riviste patinate. La Parrella racconta disagi e confronti, partendo dalla sua Napoli, ormai "accartocciata su se stessa", come scrive su Nuovi Argomenti riferendo di violenze e teppismi tra i giovani, mentre l'altro intervento riguarda una insegnante precaria del sud, che va a insegnare a Bergamo e si trova a convivere anche con alcune giovani regolamentate dalla legge Basaglia.
Insomma, il ritratto che esce da queste due raccolte, non solo da questi due autori, è quello di un paese senza piu' valori, e dove, se qualcuno vi fa riferimento, è per strumentalizzarli e svuotarli del loro senso. La carica ideologica e la voglia di cambiare degli anni '70 è ormai esaurita e di quegli anni restano terrorismo e P2, come nel racconto di Elena Stancanelli. In "La qualita' dell'aria" c'è il degrado e la violenza, come nella Torino di Ernesto Aloia; il consumismo senza speranza di un mondo di ipermercati e centri commerciali, come nell'accusa di Giordano Tedoldi o sul panico dell' 11 settembre di Andrea Piva; viaggi, fughe impossibili in un mondo isterico che non accetta la vita, come nelle storie di Leonardo Pica Cimarra e Christian Raimo; come c'e' la trasformazione e la perdita di ogni slancio ideale, su cui puntano Serafino Murri e Antonio Pascale, la favola di Giordano Meacci su bugie e populismo, una ritratto degradato ma non disperato di Roma vista da Emanuele Trevi con gli occhi di grandi letterati, da Gadda a Pasolini.
Se Raimo e Lagioia parlano di "trasformare il proprio luogo e il proprio tempo in una questione di stile" citando Thomas Bernhard e la sua Austria, l' "Italiaville" di Nuovi Argomenti invita a "occuparsi di quei fatti che assediano da vicino l'esistenza quotidiana" per rendere "meno enigmatico il mondo che ci circonda", quindi Igino Domanin parla del crollo della New Economy, mentre Martino Gozzi e Flavio Santi affrontano i problemi della nuova immigrazione, Marco Mantella e la Genova post G8 e Massimiliano Zambetta racconta di ragionieri e insegnanti nella sua Bari distrutta dalla speculazione edilizia. Appare esemplare allora, quasi commento per tutte e due le iniziative e tanti testi diversi, il discorso tutto letterario di Davide Bregola, che si interroga sul valore della cultura e dei libri come chiave per cercare di avvicinare la verita', tra presunzioni e fraintendimenti, col titolo indicativo di "Fuori s'e' abbassata la temperatura" e la conclusione che, se uno scrittore fosse davvero chiamato a "illuminare l'umanita'" con ciò che scrive, "a me vien voglia di non far leggere più nemmeno una riga di cio' che scrivo e scriverò".