È difficile restare neutrali davanti a Henry Miller: l’autore di Tropico del Capricorno, nato a New York nel 1891 e vissuto a Brooklyn fino al 1980, ha spesso diviso il pubblico dei lettori tra convinti
sostenitori (soprattutto americani) e fermi detrattori (soprattutto
europei). Se appartenete alla prima categoria non potete perdervi
Una tortura deliziosa, curioso volume nel quale sono stati raccolti
numerosi brani di Miller dedicati all’arte dello scrivere. Non si tratta
del solito saggio rivolto ad aspiranti romanzieri (che tutti gli scrittori
di successo prima o poi pubblicano), ma di una piacevole antologia
per conoscere il controverso artista americano, attraverso frammenti
del corpo testuale, che ha prodotto nel corso della sua lunga
carriera. Il materiale selezionato dal curatore Thomas H. Moore,
infatti, è composto prevalentemente di pagine (dalle tre alle dieci)
non appositamente realizzate per discutere di scrittura, bensì tratte
dai romanzi autobiografici. Un altro capitolo accoglie invece testimonianze
documentali sul metodo di lavoro applicato dall’autore, come
appunti scritti a mano e gli undici 'comandamenti' per affrontare
la 'deliziosa tortura' dello scrivere quotidiano.
Leggendo questo libro è consigliabile avere a portata di mano
una matita, per segnare e scarabocchiare le pagine, sottolineare
pensieri e aggiungere appunti, appropriarsi del testo e dell’esperienza
di Henry Miller: uno scrittore che ha lasciato il segno, nonostante le
critiche di carattere etico e condanne scandalizzate. L’ultima sezione,
appunto riservata alla riflessione sul rapporto tra letteratura
oscenità, presenta articoli e lettere che l’autore scrisse per difendere
proprio lavoro dalle accuse di giudici e moralisti: 'Ma cos’è
voglio dimostrare scrivendo uno dopo l’altro tutti questi libri
censurabili? Solo il diritto a scrivere come si parla'. 'Quello che
rende uomini, quello che ci rende umani fino in fondo', spiega infatti
Henry Miller, 'è la libertà'.