Rassegna Stampa

di Loredana Lipperini Lipperatura 10 ottobre 2007

Ne Il dolore secondo Matteo il protagonista è impermeabile, come da titolo, alla sofferenza. Ha un lavoro casuale, ma congeniale, in un’impresa di pompe funebri e gestisce con lucida anestesia emotiva le passioni che suscita in altri. In realtà, molta parte della sua esistenza si centra esattamente su questo asettico smistare amori, furori e dolori altrui, senza mai esserne toccato (anche quando, con gelida curiosità, cerca di infondere disgusto, come nella pagina in cui Raimo, con notevole virtuosismo della ripugnanza, descrive il bacio-con-ascesso). In parole poverissime, Il dolore secondo Matteo racconta con esemplare crudeltà il grado zero delle emozioni: ad altri dedurre quanto tutto questo sia faccenda propria della contemporaneità, o sia un impeccabile (e per paradosso estremamente coinvolgente) esercizio di stile.