Rassegna Stampa

di Giusy Ferraina Whipart.it 03 giugno 2009

Avoledo, Bergonzoni, Pincio, Celestini, Genna, Falco, Wu Ming1, De Cataldo ed Evangelisti. Nove scrittori per nove visioni futuribili, nove immagini di un lontano futuro italiano che si ispira a un presente già decadente. Come saremo tra 20 o tra 50 anni? Rispondono loro: nove punti di vista, i loro osservatori sensibili che tracciano l'andamento della vita e del pensiero di una nazione, di una società fin troppo spesso in balia degli eventi. Il tempo qui è qualcosa che non c'è ancora, che sappiamo che sta per arrivare e mentre lo pensiamo lo stiamo già vivendo, è un fluido che scorre e produce immagini. Immagini di paura, perché pensare a un tempo lontanissimo, produce solo la paura dell'ignoto, la paura di un paese che chissà dove andrà a finire. Partendo da questo presente, poi. La lettura di questo libro è uno scorrere di immagini, dunque. Le parole e i pensieri si trasformano in azioni future, in congetture di mondi ipotetici a cui forse assisteremo. Attraverso i racconti di queste nove voci italiane il presente e il passato diventano futuro, tutto esplode in forme quasi primitive, come nel racconto di Wu Ming 1 in cui le paludi prendono il sopravvento sul paesaggio urbano o quello di Tommaso Pincio in cui il presente di oggi è l'archeologia di un domani, in cui ridotti a esseri radioattivi viviamo di motti per mantenere alto l'entusiasmo. Giancarlo De Cataldo propone il fantasociale; Giuseppe Genna ci immagina comandati o diretti dalla potente voce dei media; Ascanio Celestini riprende il concetto della paura e della morte e lo trasforma in un set di vita. Per approdare nella fantascienza storica di Valerio Evangelisti, che descrive una realtà in cui si accetta e si legalizza la normalità dell'assurdo. Il libro si chiude con l'assurdo della parola. La parola che è creazione e vita, si riformula nel tempo e riformula così il mondo e l'immagine che di esso avremo. E chi poteva dedicarsi all'arte della parola se non Alessandro Bergonzoni, con un con un metaracconto in cui il linguaggio è il vero protagonista. Una raccolta questa a cura di Giorgio Vasta, giornalista de La Stampa, edito da Minimum fax e presentata ufficialmente alla Fiera internazionale del Libro di Torino. Un libro evento che ci propone i codici di decifrazione del nostro presente. Un libro di grande impatto intellettivo, in cui si tende subito a razionalizzare e a esorcizzare le emozioni, anch'esse in qualche modo futuribili, che questi scrittori regalano. Dall'ironia di alcuni alla malinconia di altri per un futuro non richiesto, alla stralunata assurdità che provoca la paura di una realtà possibile. Tutto questo è Anteprima nazionale, tutto questo, forse, potrebbe essere l'Italia.