Rassegna Stampa

di Christian Mascheroni PuraLanaDiVetro.com 25 gennaio 2007

Una donna bellissima ti si avvicina e ti chiede di salvarla, per poi sparire. Prima, però ti ha lasciato un numero di telefono. Tu chiami, già sogni l'avventura che spezzerà la monotonia. La voce che sentirai, però, ti indicherà solo le caratteristiche di un nuovo videogame. Se la cosa ti intrigherà, il gioco è fatto: la pubblicità ti ha catturato. Nell'intrigante e utile saggio di Martin Howard, Sappiamo cosa vuoi, ispirato dal bestseller americano Coercion di Douglas Rushkoff, vengono spiegate per la prima volta le tecniche più innovative e subliminali utilizzate dalle corporation e dai governi, il cui scopo è quello di influenzarci e insinuarsi nella nostra mente, agendo su quelle che sono state definite come le cinque aree fondamentali della nostra vita: l'area del consumo, l'area personale, l'area degli eventi, l'area informativa e l'area virtuale. Grazie alla chiara e semplice declinazioni dei temi e all'uso di illustrazioni e grafici dallo stile accattivante, il manuale di Howard ci spiega come noi, in quanto avventori, siamo spinti all'acquisto di certi prodotti senza nemmeno capacitarci di come siamo arrivati a sceglierli. Basta pensare che nei supermercati la disposizione dei beni di consumo è spesso il risultato di studi che mirano a ipnotizzare adulti e bambini, in modo tale da comprare non ciò che ci serve, ma ciò che ci attrae per colore ed estetica. Howard elenca e illustra centinaia di modalità attraverso le quali le nostre menti vengono controllate e come vengano elaborati stratagemmi al limite del surreale capaci di smantellare le più semplici inclinazioni umane, teleguidando la gente verso specifici obiettivi. Un esempio è l'undercover marketing, una tecnica pubblicitaria che aggressivamente si infiltra nelle maglie della società, per tramutare gli individui in acquirenti. Perciò se qualcuno durante una discussione vi declama con entusiasmo l'utilità e l'avanguardia di un nuovo cellulare o di una nuova automobile, o se vi chiedono di fare una fotografia vicino ad un monumento con l'ultimo modello di telefonino dell'ultimissima generazione, potreste essere di fronte ad un attore pagato da un'industria di telecomunicazioni per spingervi a diventare un loro cliente. Esempi che in alcune pagine ci fanno pensare ai film di James Bond più che al mondo reale, dove pensiamo di muoverci con libertà di pensiero e opinione ed invece, senza saperlo, siamo spinti verso una direzione univoca. Howard, per esempio, spiega come telegiornali e carta stampata ormai veicolino le notizie in base alla loro attrattiva e non all'effettivo valore informativo. Per cui la recente scoperta nel campo della medicina di cui si parla nel telegiornale potrebbe essere in realtà una sorta di messaggio promozionale di una casa farmaceutica.
Inoltre il libro dedica un ampio spazio al tema del condizionamento delle masse, dalle sette alle grandi industrie, dai governi ai centri commerciali, illustrando come la perdita di coscienza di sé può avvenire anche all'interno di una folla, insieme ad altre persone che, come noi, necessitano di indicazioni e sperano di trovare persone capaci di consigliarci una via per orientarci. Sulla base di questa necessità si muovono menti occulte che studiano il modo per abbindolare le masse, per chiudere dentro i recinti il più grande numero possibile di clienti, acquirenti e ignari promotori. Una missione che porta tuttavia alla negazione del diritto di libertà e di scelta. Sappiamo cosa vuoi, pubblicato dalla Minimum Fax nella collana Indi, che si occupa di forte attualità e di informazione, è un saggio scorrevole e di sicuro interesse in un momento in cui la privacy e l'identità sono parole chiave per difendere la nostra individualità. L'autore, Martin Howard, australiano di Brisbane, è uno studioso esperto di mass media che ha lavorato per oltre quindici anni nel settore del marketing e della pubblicità e con il suo libro vuole indicare al pubblico strade per uscire dai condizionamenti e per recuperare il potere di decidere per noi stessi.
In un mondo che sempre più ci relega a ruolo di marionette, un saggio come questo è di grande aiuto per impugnare le forbici e tagliare i fili.