Rassegna Stampa

di Paolo Carnevale Class 28 marzo 2007

Una cupa scala di grigi e neri la avvolge. Spazi e figure umane, a metà tra un dipinto di Edward Hopper e i fumetti di Dick Tracy, la animano. La protagonista le dà il nome. È Cardia Ferrania (Minimum fax, 10,33 euro), ovvero la prima, o quasi, graphic novel italiana. O, come la preferiscono definire i suoi giovani autori, Riccardo Falcinelli e Marta Poggi, un romanzo visivo: «Non è un fumetto, perché non solo non ha le vignette e tanto meno i balloon, ma anche perché il suo ritmo non è scandito dalle singole finestre che compongono le strisce ma dalla pagina intera». Ma non è neanche solo un'opera narrativa, naturalmente. «Costruiti come schermate di computer, i fogli sono catterizzati infatti da una struttura pittorica e sono composti di numerosi riferimenti alla tradizione figurativa, al cinema e alla grafica», ammette Riccardo. Non a caso uno dei modelli cui si sono ispirati è Robert Massin, geniale grafico della Gallimard, che con Ionesco è stato l'autore della versione grafica della Cantatrice calva, esempio ante litteram di questo ibrido narrativo-grafico. Ma non è il solo. Nel 1969, già Dino Buzzati col suo Poema a fumetti aveva dato avvio al connubio testo e illustrazioni. Con quelle aperture al favoloso con striature gotiche che si possono ritrovare nella vicenda di Cardia Ferrania. Creatura della notte e predatrice assassina che, come un Nosferatu in versione femminile, avvicina, per consumarle in un'esiziale amplesso, inconsapevoli prede. Una vita spesa lungo le vie e all'ombra dei palazzi di una Roma che, al contrario della sua barocca vitalità, gli autori hanno voluto presentare simile a un algido studio hollywoodiano per un noir anni 40. Con un solo strumento, il computer, e molte suggestioni. Al pc infatti sono stati ricreati gli sfondi e gli oggetti. Anche alcune posture dei personaggi sono state ottenute grazie a rielaborazioni di scansioni di fotografie. Insomma, tratto e pennino proprio non c'entrano. Sarà per questo che «i fumettari», dice Riccardo, «sono stati molto critici con Cardia Ferrania, non senza una buona dose di snobismo». Così come loro, a suo tempo, erano stati criticati dai pittori...