Rassegna Stampa

di Gian Paolo Serino Kult 28 marzo 2007

Come sempre più spesso accade, anche in Italia sono le realtà editoriali cosiddette minori - non ancora inglobate e stritolate dalle "pure" logiche del marketing - ad offrire al lettore le novità più interessanti e a portare alla ribalta le avanguardie più giovani di una letteratura mai come oggi alla continua ricerca di mezzi espressivi al passo coi tempi. Emblematico è il caso di minimum fax, casa editrice che in linea con il proprio coraggio manda ora nelle librerie Cardiaferrania: una "novella grafica" che abbandona i consueti cliché narrativi esplorando le potenzialità del visivo.
Cardiaferrania, infatti, è «un romanzo noir per immagini» che, lontano dalle semplificazioni fumettistiche, si propone come vero e proprio esperimento culturale: non segna l'abbandono della parola scritta dalla pagina, ma ne sottolinea i limiti attuali. È una sorta di bomba comunicativa gettata in mezzo a lettori ormai sempre più dilaniati e divorati dalle immagini; è una rivendicazione di come i confini della carta non vadano abbandonati, ma utilizzati come nuovo campo sperimentale di un linguaggio che, volenti o nolenti, non è più quello del Manzoni. Certo l'idea non è nuova: dalla "Bibbia pauperum" medievale alla poesia visiva in voga sino agli anni '70 sono stati molti i tentativi di coniugare scrittura verbale e visualità. Ciò che è nuovo, invece, è la capacità di creare una storia per immagini dove, paradossalmente, per una volta, sono le parole a scandire le sequenze di una narrazione che non vuole portare personalità nel nostro cuore, ma astrazioni nella nostra mente.