Rassegna Stampa

di Gian Paolo Serino D - la Republica delle Donne 18 aprile 2007

Un maiale gigantesco invade le strade di Roma. Una mosca protesta istericamente contro tutto e tutti. Un palazzinaro sposa un topo di fogna. Una blatta viene fatta santa e si trasforma in un caso di psicosi planetaria. Sono i protagonisti dell'Allegra fattoria di Riccardo Falcinelli e Marta Poggi: un grafico (Falcinelli è ideatore di molte delle copertine Einaudi Stile Libero e minimum fax) e un'autrice (Marta Poggi scrive per il teatro) che sono stati tra i primi in Italia a imporre all'attenzione di pubblico e critica la graphic novel: non un semplice fumetto, ma vere e proprie storie illustrate più vicine alla letteratura che all'intrattenimento. Già autori di Cardiaferrania (minimum fax, 2001) e Grafogrifo (Einaudi, 2004), in questa raccolta narrano un mondo occidentale che sta diventando sempre più una parodia di se stesso.

Da dove nasce l’idea di raccontare attraverso la graphic novel?
Oggi siamo circondati da linguaggi che uniscono testo e immagini ma questo rapporto, che perlopiù viene dato per scontato, è quello su cui più ci interessa ragionare. Le nostre storie sono anche riflessioni sul mezzo "graphic novel" tematizzando il potere delle immagini e delle parole.

Come mai avete scelto i racconti e non più la forma romanzo?
Il racconto ci ha dato la possibilità di usare altre potenzialità espressive e contenutistiche. Crediamo che il racconto sia un genere che si presti benissimo come strumento di riflessione satirica e civile.

Anche i protagonisti sono cambiati: non più uomini ma animali…
Già Esopo, Fedro e Lafontaine avevano scelto le bestie per riflettere vizi e virtù della società. Senza contare che gli animali delle fiabe hanno il pregio di essere straordinariamente iconici. Un maiale di fattoria può diventare simbolico come e quanto una dark lady.

L'allegra fattoria è anche meno intimista rispetto alle vostre graphic novel precedenti…
Più che intimisti gli altri libri sono più allegorici: i poteri forti ci sono sempre, certo più sullo sfondo. Multinazionali inventate, organismi fantastorici in grado di manipolare e falsificare il sapere, questi sono gli antagonisti in Cardia e in Grafogrifo. Ne L’allegra fattoria l’attenzione si è spostata dal politico al civile. I vizi e le idiosincrasie della società di massa, l’ossessione per i formalismi, l’intolleranza, la miopia generalizzata: gli obiettivi polemici sono diventati più precisi.
Abbiamo voluto mettere alla berlina i nostri vizi e le nostre criminose debolezze: dal delirio del sistema dei media all’idiozia delle folle, dalle miserie della vita pubblica all’autismo in cui ci hanno imprigionato come singoli individui.