Rassegna Stampa

di Ilaria L. Silvuni Mania Magazine 07 giugno 2007

Il grottesco regna sovrano, calpesta la quotidiana follia per arrivare dritto alla coscienza del lettore. E richiede pochi, piccolissimi sforzi per leggere il testo, ridotto all'osso e delicatamente cantilenato. Tanto ormai non parliamo più e il nostro vocabolario s'è pericolosamente impoverito; sappiamo solo gestire le immagini, neppure più i colori. Riccardo e Marta lo sanno e decidono di usare i toni di grigio per creare bellissime tavole che sembrano fotocopie pop in ciclostile. Vere e proprie opere d'arte che non lasciano scampo, perché queste storie macchiano i polpastrelli di nero pece. La stessa monocromia che veste gli animali di questa Fattoria che, alla fine della storia, raggiunta la morale, paiono più umani delle signore ingioiellate che bevono alzando il mignolino e dei potenti che tutto osservano e nulla controllano. Sette storie brevissime e ruvide come la carta su cui sono state disegnate; sette visioni del quotidiano in cui parlano e si muovono una blatta che un giorno si sveglia e da inutile scarafaggio viene fatta santa, un gigantesco maiale caduto dal cielo che passeggia (oink!) tranquillo nelle strade di Roma, un moscone nevrotico che ulula, grigna contro questo sporco mondo dove neppure gli escrementi e le fogne sono più pulite. E un palazzinaro che sposa una "topona" senza dar retta alla nonna in Chanellino che ha sempre ragione. La figura che meglio rappresenta il reale stato di incoscienza e di superficialità nel quale siamo caduti è la talpa che scava sotto terra per cercare qualcosa che poi non trova e che si ficca una corona in testa pensando di regnare un mondo che lei neppure osserva. Perché due o tre metri lassù crollano imperi sotto bombe di alieni stranieri. Muore la civiltà, la stessa che noi tutti abbiamo voluto trasformare credendo, in buona fede, di farle del bene. Il finale è straordinario, un musical scanzonato pronto a sbancare il botteghino. Un momento collettivo dove i Racconti crudeli - attraverso nuove iconografie e sceneggiature molto comprensibili - ci investono con energia.
Gli animali di questa Fattoria ci accompagnano al Pronto Soccorso delle coscienze. Non potremo rifiutare le cure perché vedremo dove arriveremo nel caso in cui decidessimo di proseguire la nostra opera, ancor più crudele di quella che avremo finito di leggere. Nessun giudizio sulle comparse e sui comportamenti, solo una splendida messa in scena. Un mostrare senza timori quel che stiamo, purtroppo, combinando.