Due uomini su un treno. Due sconosciuti che iniziano a parlare. Uno freddo e determinato, l'altro meno sicuro, quasi goffo. Dalla loro conversazione nasce il delitto perfetto. Il primo ucciderà il nemico del secondo, il secondo ucciderà il nemico del primo. Estranei uccisi da estranei. Nessun movente apparente e un doppio alibi garantito. Non c'è da stupirsi che Alfred Hitchcock da questa trama tirasse fuori un film, Delitto per delitto. Non c'è da stupirsi perché l'autrice è Patricia Highsmith, una delle grandi regine del giallo. Chi conosce i suoi lavori sa che siamo davanti a una scienziata, un talento naturale in grado di calcolare quasi in modo matematico le varianti che possono fare aumentare quello stato di tormento ed estasi che conosciamo con il nome di suspense. Quali sono i suoi segreti? Come può la semplice fantasia partorire trame come quella de Il talento di Mr Ripley o L'amico americano? Eppure sono trame semplici, nascono da idee quasi banali. E poi, come un rampicante, le infinite variabili, ostacoli, conflitti che si innescano rendono la storia un intreccio ad alta tensione in cui si resta intrappolati. Parte dei suoi segreti li rivela lei stessa in una specie di manuale pubblicato da minimum fax dal titolo Come si scrive un giallo. Controindicazioni: non basta leggerlo per diventare giallisti e per gli aspiranti tali vedere un'intelligenza creativa al lavoro può essere frustrante.