Rassegna Stampa

di Alice Scolamacchia Lettera.com 15 aprile 2008

La blatta santa, I funerali del porcospino, La zoccola si sposa, La mosca schizzinosa, Il maiale, Intervallo, I precetti della talpa, W la yellow pecora, Gran finale musical: "Racconti per adulti cattivi", come recita il sottotitolo.

Un porco grande come le porte stesse di Roma, no anzi di più, no anzi grande come Roma, centro e periferia. Un maiale piovuto dal cielo e gigantesco. E subito vi furono due fazioni. Chi l'avrebbe portato dentro a costo di abbattere e stipiti e battenti, di sommergere Roma, la sacra, di cotiche e sugna. E chi invece predicendo sventura gridava all'orrendo e al demonio. Uno, in specie, si fece avanti e disse: "Temo il maiale nonostante ne apprezzi i prosciutti". Ma alla fine la vinsero, e di molte lunghezze, gli entusiasti e i fiduciosi nel domani. Così il maiale entrò con fare discreto (e intanto qualcuno tirava e spingeva e imbracature e argani e sbuffi e fatica). Il maiale era dentro. Gli si schiusero le porte dietro. E d'improvviso fu chiaro a tutti che non si sarebbe salvato nessuno.

Difficile e complesso recensire un libro come L'allegra fattoria senza cadere in scontate ovvietà o con il rischio praticamente certo di risultare banali e superficiali. Innanzi tutto faccio ammenda e dichiaro la mia ignoranza in fatto di fumetti: a parte Topolino, alcune curiosità per i manga, frutto di reminescenze infantili ispirate dai cartoni animati di allora, e qualche albo della Bonelli, non posso dirmi una grande conoscitrice di tale settore. Innanzi tutto è bene specificare che in questo caso parliamo di graphic novel e non di fumetto. Per graphic novel si intende un romanzo raccontato attraverso le immagini e credo che su questo punto non si possa non essere d'accordo. Io non ho capito molto delle storie raccontate ma i disegni... pardon, le tavole mi hanno piacevolmente colpita e quasi mi hanno fatto passare di mente il totale non senso delle trame dei racconti. Ecco, magari adesso qualcuno griderebbe allo scandalo affermando che non ho colto il messaggio criptico proveniente dai disegni o che non sono riuscita a guardare dietro alle immagini (il foglio bianco?) e aver catturato l'intrinseco significato che porta allo sfascio della società odierna, ma a parte una (preoccupante!?!) predilezione degli autori per il gioco del Monopoli che è citato di continuo, io non sono riuscita a percepire nessuna morale celata. Il libro è divertente, ironico, sufficientemente splatter (non perdono la morte del porcospino), assolutamente assurdo e illogico ma bello da guardare. Può bastare? Non saprei, io credo di sì. Se un libro piace perché è pieno di belle parole è giusto che una graphic novel convinca perché i disegni sono evocativi. Forse diranno ad ognuno cose diverse e faranno scaturire sensazioni per ognuno differenti, ma trovo che questo sia un grande punto di arrivo, una vittoria per gli autori.
Alla fine di tutto, comunque, la cosa che mi sento di consigliare senza alcun dubbio è il sito dei due autori (www.falcinellipoggi.com). Vale davvero la pena di immergersi nel loro mondo un po' folle e disegnato magistralmente.