Rassegna Stampa

di Maurizio G. De Bonis CineCulture 04 giugno 2007

Cosa dire ancora della straordinaria avventura artistica di Charlie Chaplin? La sua maschera inconfondibile, la sua incredibile presenza scenica (esile ma ritmicamente perfetta per il linguaggio filmico), le sue invenzioni interpretative e i suoi personaggi, dalla "nascita" di Charlot fino all'ultima interpretazione, Un re a New York (1957) e all'ultima regia, La contessa di Hong Kong (1967). Una valanga di divertimento e di malinconia, di risate e di lacrime, di ritmo e svolte geniali, amore e odio, rabbia e gioia ma anche un charissimo e severo impegno etico e politico, come nel caso de Il Grande dittatore (1940).
E' inutile dunque ribadire come Charlie Chaplin sia stato uno dei maggiori artefici della trasformazione del cinema da fenomeno ultrapopolare (praticamente fieristico) a grande spettacolo per il pubblico internazionale e forma di espressione artistica.
Non resta così che rivedere i suoi film, cercando di cogliere aspetti ancora non totalmente esplorati oppure tentare di scoprire qualcosa di più di questo personaggio attraverso dichiarazioni, scritti, interviste che riportino al lettore del terzo millennio il suo pensiero.
In tal senso risulta particolarmente interessante il volume pubblicato da Minimum Fax intitolato Opinioni di un vagabondo - Mezzo secolo di interviste. Si tratta di una raccolta di dichiarazioni del grande regista-attore inglese, dal 1915 (L'uomo più buffo che ci sia sullo schermo di Victor Eubank) al 1967 (Chaplin parla dei critici, dei Beatles, dell'atmosfera di Londra di Francis Wyndham).
Emerge da questa serie di contributi un quadro estremamente interessante, e per certi versi sorprendete, di Chaplin, sia dal punto di vista umano che da quello strettamente artistico.
Il libro è aperto da una prefazione di Dario Fo, il quale inizialmente stigmatizza "... la sfilza di cronache di tipo patetico, lirico, letterario che sono state scritte su di lui, appena dopo la sua morte", mentre "...nessuno parla mai della sua rabbia".
Chiude il volume la filmografia completa di Charlie Chaplin.