Rassegna Stampa

di Paola Sereno Lettera.com 09 settembre 2008

Storie da un'America disperata, un universo in cui le cose più terribili accadono in modo apparentemente normale. Il libro si apre e si chiude con ritratti famigliari distorti, figli ben più saggi dei genitori e già quieti e rassegnati di fronte a padri e madri che cercano nella meravigliosa trasparenza del gin l'unica felicità possibile. E' così nel racconto che apre la raccolta e che dà il nome al libro nella versione originale: The Point, in cui un ragazzino di tredici anni ha il compito di riaccompagnare a casa gli amici della madre, disperatamente ubriachi e inclini a sfogare sul ragazzo le loro sventure. Ma anche l'ultimo racconto, in un cerchio perfetto, riprende i temi del difficile rapporto tra genitori e figli: ormai adulto, il protagonista incontra il padre alcolizzato e il fratello impazzito, mentre l'altro fratello si è sparato in bocca ancora adolescente. Proprio un bel quadretto famigliare. Ma nei racconti che compongono Il suo vero nome non c'è posto solo per famiglie disgregate: anche per giovani coppie senza speranza, bambine che muoiono annegate in un abbeveratoio, e un vasto campionario di tragedie assortite. Tragedie quotidiane in vite senza aneliti di speranza, tragedie alle quali non spetta nemmeno più lo status dell'eccezionalità. Le storie di Charles d'Ambrosio hanno il ritmo della vita: frammentario, mai univoco, spesso senza una conclusione risolutiva, una soluzione o una rivelazione che illumini di senso il percorso. Nascite, morti, matrimoni, e il passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Vicende quotidiane, che hanno il dolore come unica costante. Un dolore sordo, attutito, accettato come normale e raccontato in tono asciutto. Come nella miglior tradizione delle short stories americane, che ancora una volta arrivano in Italia grazie alla casa editrice Minimum Fax.