Rassegna Stampa

di Fabrizio Tassi Libertà 29 agosto 2006

"A ogni tappa, a ogni progresso tecnico, a ogni nuova invenzione, il cinema perde in poesia quello che guadagna in intelligenza, perde in mistero quello che guadagna in realismo... L'arte cinematografica può esistere solo mediante un tradimento ben organizzato della realtà...". Aveva ragione François Truffaut (era il 1979). Ma il suo non era un pessimismo di maniera o una crociata d’artista contro la tecnologia. Truffaut sapeva benissimo che il cinema è "manipolazione " e che "se esiste ancora, è grazie a una buona storia raccontata con precisione e inventiva ". La parola magica è "piacere". "Buster Keaton, Ernst Lubitsch, Howard Hawks hanno meditato e lavorato più duramente di molti loro colleghi, sempre con l"obiettivo di dare un piacere maggiore".
E' sempre illuminante andarsi a rileggere gli scritti del regista francese che un tempo è stato un critico d’eccezione. Se poi dopo la ginnastica mentale (cinefila) c’è "il piacere degli occhi" garantito dai suoi film, è ancora meglio. La minimum fax ha pensato di mettere le due cose insieme in un cofanetto, con libro più due dvd, intitolato L’uomo più felice del mondo. "Sono il più felice degli uomini: realizzo i miei sogni e sono pagato per farlo, sono un regista. fare un film significa Migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell’infanzia, costruire un oggetto che è allo stesso tempo un giocattolo inedito e un vaso dove si disporranno, come se si trattasse di un mazzo di fiori, le idee che si hanno in questo momento".
In agosto il cinema latita e allora può far bene rifarsi una verginità (ripulire lo sguardo) con un maestro indiscusso (della leggerezza, soprattutto). Qui troverete il delizioso I 400 colpi (‘59), diventato giustamente un classico (con il commento di Robert Lachenay. Ma anche La signora della porta accanto (1981), film sui piaceri e dispiaceri dell’amore così com’è, storia di due amanti che si ritrovano anni dopo, sposati, ma incapaci di controllare i propri sentimenti (qui c’è anche il commento di Fanny Ardant e Gérard Depardieu).
In più avrete a disposizione Il piacere degli occhi, realizzato una ventina d’anni fa dagli amici-compagni dei Cahiers du Cinéma, che raccoglie interventi, commenti, introduzioni a testi, lettere, piccoli saggi...
A proposito de I 400 colpi, troverete ad esempio la storia dell’incontro con Jean-Pierre Léaud e il perché di quel film autobiografico (Truffaut è stato rinchiuso in un centro per delinquenti minorili). Troverete la divertente cronaca dell’esperienza come attore in Incontri ravvicinati del terzo tipo. Troverete testi - spesso acuti - su Woody Allen, Chaplin, Cocteau, Rossellini, l’amatissimo Jean Renoir, ma anche sugli attori che ha incontrato e con cui ha lavorato. C’è anche il testo polemico che l’ha reso famoso (Una certa tendenza del cinema francese) e altri scritti che ripercorrono tre decenni di storia della critica e del cinema. Il piatto è ricco, servitevi pure.