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 Nº36 - giu/lug 2005 |
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l'inedito |
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Donne e neuroni
di Roberta Scotto Galletta
Seduta al bar di Piazza dei Martiri a Napoli, ti aspetto leggendo un libro di Franzen. Ho scelto questo posto perchè oggi c'è un gran sole e le sedie in vimini sono particolarmente comode. C'è un giovane in giacca bianca con la targhetta in ottone lucido su cui è incisa una piccola caffettiera vecchio stile, logo del bar, e un nome a stampatello: PAOLO. Gli comunico che sto aspettando qualcuno, farò l'ordinazione dopo. Lui è compitissimo e si allontana, mentre io guardo l'ora.
Poso il libro bianco sul tavolo e apro la borsetta per prendere un piccolo specchio. Sono seduta di spalle alla Piazza e ti vedo riflessa mentre, con passo svelto, ti avvicini. Hai un pantalone animalier che strizza una taglia 50 mettendo in risalto la tua graziosissima cellulite e una maglietta incrociatina a tinta unita. Ripongo lo specchio nella borsa, mi alzo e ti faccio segno. Mi baci sulla guancia scusandoti del ritardo e siedi di fronte a me.
Arriva il cameriere graziosissimo dalla targhetta lucida PAOLO e ci chiede dei nostri desideri. Prendo un caffè e tu un bitter rosso e qualche stuzzichino perché hai una Fame Turca. Quell'espressione mi riporta alla nostra meravigliosa infanzia isolana e alle nespole colte di nascosto, per la tua inesauribile Fame Turca, nel giardino della signora Pallacchia che ci prometteva punizioni indimenticabili.
Adesso siamo due grandonne di ventitrè anni. Io lavoro in questa città puzzolente e caotica nell'illusione costante di far parte di una moderna e luccicante metropoli. Tu sei rimasta sull'isola a lavorare e nel planning della tua vita per accedere alle voci Matrimonio, Maternità, Figli, ti manca solo il Marito.
Inizi a parlarmi dell'ultimo uomo a cui hai accordato i tuoi sentimenti, per te l'Adone in persona, per me il monumento all'Homo Decerebratus, ma è solo questione di punti di vista.
"Mi ha lasciato per un'altra".
"Uomo o donna?"
"Non scherzare, donna! È forestiera la troia!"
"Forestiera? E come te ne sei accorta?"
"Li ho scoperti in flagrante!"
"E' terribile!"
"OH! Sono disperata!"
Sorrido e ti prego di evitare la parte modello Eroina Romantica Che Perde l'Amore Della Vita.
Arrivano le nostre ordinazioni. Carezzo il manico della tazzina calda, inizio a bere piano. Un sorso di bitter e uno stuzzichino scomparso danno l'avvio alla domanda da un milione di euro:
"Ma perchè a me capitano tutti quelli che non si vogliono impegnare, gli egoisti, i cretini, insomma gli stronzi."
Segue lista di stronze con fidanzati apparentemente perfetti: le adorano e sentono pazienti le seghe mentali venusiane senza capirci un'acca perchè lui viene da Marte secondo il famoso libro americano Le donne vengono da Venere e gli uomini da Marte. Evito di citare l'Alta Letteratura amorosa americana per farti scoprire il mondo in uno specchio.
"L'anno scorso un professore italiano, Rizzolatti, ha parlato di Mirror Neurons e il problema sta tutto lì".
Tu sposti il bicchiere di bitter rosso e il piattino vuoto degli stuzzichini fatto fuori mentre mi enumeravi le donne fortunate. Mi guardi dritta negli occhi mentre sorseggio l'ultima goccia di caffè.
"Nell'area F5 del nostro cervello ci sono neuroni che codificano le azioni indipendentemente dagli effetti concreti. Mentre io alzo questa tazzina, le tue aree cerebrali si attivano come se tu stessi facendo insieme a me questo movimento, senza fare niente, e tu comprendi che sto per prendere il caffè e allo stesso momento la tua corteccia cerebrale, se questo movimento non l'avessi ancora fatto nella tua vita, lo registrerebbe come "Prototipo di movimento". I neuroni in questione si chiamano Mirror Neurons, Neuroni a specchio".
"Cosa c'entra con la mia sfiga nel trovare l'uomo della vita?"
"Se tu per la vita hai guardato modelli d'amore utopistici, i tuoi Mirror Neurons hanno registrato tutto come “prototipi di movimento” e ti sei convinta che quella cosa potesse avere un fondo di verità. Ma nella realtà le cose succedono diversamente e le situazioni raramente sono una lo specchio dell'altra".
Sospiri forte e alzi una mano verso il graziosissimo cameriere chiedendogli un babà classico ben bagnato col rhum. Il giovane va via e ti volti verso di me:
"Lo sapevo che m'incominciavi a parlare in aramaico. Cosa c'entra?"
"Ok,bene, cerchiamo di fare un esempio pratico. Allora, raccontami com'è andata la faccenda prima che lui ti giurasse amore eterno".
"Mi piaceva: aveva gli occhi verdi e mi parlava poco. Un po' solitario, ma sai mi piacciono i tenebrosi".
"Anche quello di prima era 'tenebroso'".
"Mi piace l'aura di mistero che si portano nello sguardo. Quel fatto che devi un po' pregarli per parlare".
"Modello Pierre Cosso in Il tempo delle mele, film che hai visto miliardi di volte. Dunque, nel tuo cervello, i Mirror Neurons hanno compreso le azioni dei “tenebrosi” in quelle di Pierre Cosso e ti becchi picche".
"Mi sembra una sonora stronzata".
Il cameriere graziosissimo porta il piattino con un grosso babà ben bagnato, gli sorridi distrattamente per ringraziarlo e mi ascolti.
"Hai una stronzata migliore per spiegarti scientificamente la tua predilezione per il target di Homo Decerebratus a cui ti leghi puntualmente? Esempio uno: il biondino prima di questo era tenebroso ma, proprio tu me lo confermasti, ti faceva delle palle enormi e lo hai lasciato per noia; esempio due: quello lì prima del biondino, parlava solo per dire stronzate e ti lasciò perchè aveva finito la fantasia su come farti soffrire e piangevi sempre. Sembravi l'addolorata col cuore trafitto da mille lame".
Hai incominciato a mangiare il babà dalla capocchia un poco scura, polverizzandola in due colpi di cucchiaino. Ti fermi per bloccarmi.
"E va bene, hai ragione, ma è meglio vivere l'amore che non viverlo affatto. Quando ti sei messa con un ragazzo l'ultima volta?"
"Due anni fa".
"Debbo ricordarti che è scappato urlando come gli altri che hai avuto?"
"Cosa ci posso fare se le mie cose vengono prima di ogni altro cazzo?"
"É proprio il caso di dirlo. I tuoi Mirror Neurons fanno fatica a sostituire il prototipo "disperata come tua madre”"quando tuo padre scappò con la venticinquenne lasciandovi in una voragine economica e affettiva!"
"Più che Mirror Neurons, su quell'argomento sono diventati Picture Neurons perchè negli specchi l'immagine cambia ma sui quadri al massimo ci puoi dipingere sopra".
"E' bene che tu ci dipinga e a fondo".
Nello stesso modo in cui hai degustato la capocchia, con tre veloci movimenti di cucchiano il resto del babà sparisce dal piattino bianco con un disegno sul bordo raffigurante una vecchia caffettiera.
"Non sono l'unica. Tu dovresti cambiare modello maschile. Pensavo a George Clooney perchè Pierre Cosso è un poco superato".
"Pierre Cosso è sempre il più bello, ma penso che Brad Pitt possa essere il mio nuovo "prototipo di movimento". Mi è piaciuto nel film Mexican con Julia Roberts".
"Allora il prossimo uomo sarà un mezzo scapestrato".
"Scapestrato e tenebroso. Sarà la volta buona".
"Lo conoscerò con gioia e con la stessa gioia te lo soffierò se mi piacerà".
Fai segno al cameriere per il conto. Iniziamo a pregarci a vicenda per pagare le ordinazioni. Arriviamo a pensare a un domani non troppo lontano in cui andremo a fare shopping insieme. Propongo la Phard ma non ti va. Il rettifilo non piace a me perché la roba è scadente. Replichi che sono la solita con la puzza sotto il naso e che tutti i tessuti hanno lo stesso acrilico.
Siamo in piedi e sentiamo un lieve colpo di tosse. È il cameriere dalla targhetta lucida PAOLO che in graziosissimo silenzio, aspetta di essere pagato.
Roberta Scotto Galletta ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria del Premio Calvino per il romanzo La genìa.
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