Ventotto anni, una laurea per ereditare controvoglia la professione del padre, il protagonista di questo romanzo conduce un’esistenza fatta di giornate identiche a se stesse. Ha un lavoro e uno stipendio sicuri. È fidanzato con una ragazza che gli garantisce stabilità emotiva e una soddisfacente routine sessuale. Ha abbandonato da tempo le velleità artistiche giovanili.
Una vita normale in un’opulenta città della provincia cronica che tuttavia sembra aver riempito lentamente il protagonista di frustrazioni e cupo malessere. E anche quando proverà a dare una svolta alla propria vita e a emanciparsi da tutto ciò che gli impedisce di diventare adulto (il rapporto fatto di conflitti e amore viscerale con il padre, la stanca relazione con la fidanzata) il protagonista si troverà faccia a faccia con una realtà cinica e miserabile: l’Italia di questi anni.
Ambientato in una Toscana lontana dallo stereotipo del Chiantishire da cartolina, pullulante invece di capannoni industriali, outlet, locali equivoci e ragazze dell’est che inseguono voracemente il benessere, Il gregario è un romanzo sul declino italiano ma anche una profonda riflessione sul devastante e struggente legame tra un padre e un figlio.
Francesca Mazzucato - Cafè Librario In questo libro gli stereotipi sono evitati grazie ad un linguaggio di assoluta precisione che si maschera dietro feticci riconoscibili,
Filippo La Porta - XL - La Repubblica
Pochi scrittori avevano narrato l'impotenza grigia di un'Italia esausta e incarognita, con una prosa così essenziale.
Valeria Parrella - Grazia Mascheri disegna con accuratezza un microsistema del mascrosistema Italia in cui le persone faticano a trovare una loro identità.
Rossella Montemurro - Il Quotidiano Il romanzo di Mascheri è la fotografia in bianco e nero dell'Italia contemporanea, cinica e miope nei confronti del futuro.
Gianfranco Franchi- Lankelot Il gregario è un romanzo di presa di coscienza: della realtà, della natura dei legami famigliari, della qualità della vita e delle interazioni sociali.
Simone Buttazzi - Corpo12 La lettura del Gregario è tempo guadagnato nell’accezione più alta del termine. Non capita tutti i giorni di scoprire un libro dotato della solidità di un classico e capace di fissare, con spietata lucidità, il nostro qui e ora di italiani in corsa verso il burrone.
Samuele Zamuner - Factory Uno stile misurato e pulito che conferma l'autore, già pubblicato da Pendragon con la raccolta di racconti Poliuretano, come una delle voci più consapevoli tra gli emergenti italiani
Alessandro Beretta - Flair Se una vita è già tutta disegnata, arriva il sospetto che quella parte non sia stata scritta per noi. È quanto capita al protagonista di questo libro.
Francesca Mazzucato- Book and other sorrow Una lettura molto preziosa, che svicola dalle etichette che inevitabilmente verranno, di respiro ampio, generosa, rincuorante nel mare delle letture senza polpa, ma sopratto senza retroterra, senza una base profonda di formazione e di sofferta dedizione.
Pierluigi Lucadei - Il Mascalzone Il gregario è sempre rimasto col freno a mano su nell’ordinato parcheggio a spina di pesce di un centro commerciale che qualche urbanista ha progettato come status di tranquillità sociale.
Alfio Sironi - I giardini pensili hanno fatto il loro tempo... Vale la pena di leggerlo perché è scritto bene, con serietà, e perché figlio di un autore non estemporaneo.
Marina Monego - Lankelot Qui c’è una ricerca del benessere, attività sportiva, cura, igiene, ma in modo più equilibrato. Lo stile è sempre molto pulito e curato e la lettura piacevole.
Claudia Savarese - Lettera.com Paolo Mascheri scrive Il gregario con un linguaggio asciutto, con frasi brevi ed utilizza la terza persona, scelte che gli hanno permesso di ottenere un buon equilibrio narrativo e stilistico.