Gli inquilini (The Tenants) 199 pagine - aprile 2008 ISBN 978-88-7521-165-3
Prezzo di copertina: € 10,00 -sconto 10% € 9,00
prefazione di: Aleksandar Hemon traduzione di: Floriana Bossi
Gli inquilini, pubblicato originariamente nel 1971, è la storia
di Harry Lesser, l’ultimo occupante di una decrepita palazzina
di New York che deve essere abbattuta per far posto a
un condominio di lusso. Nonostante i goffi tentativi di sfratto
da parte del proprietario, Lesser non vuole lasciare l’appartamento,
perché lì ha iniziato a scrivere il suo romanzo
ed è lì che intende terminarlo, dopo dieci anni di lavoro. Quando nella palazzina si trasferisce, per abitarci abusivamente,
Willie Spearmint, anche lui scrittore, fra i due si instaura
una rivalità letteraria (Willie, sebbene disponga di
scarsi mezzi tecnici, è molto più motivato del collega) e razziale
(Lesser è ebreo, Spearmint afroamericano) che assume
uno sfondo anche sessuale quando entra in scena Irene, la donna di Willie. Romanzo politico,provocatorio e visionario, Gli inquilini è, come scrive Aleksandar Hemon nella sua prefazione,«un libro da odiare o da amare; una lettura da cui si esce arrabbiati, combattuti – e vivi».
Il Corriere della Sera Il racconto della Grande America da sempre in bilico tra il successo e il fallimento.
Ilario Lombardo - Il Diario della Settimana
Allegorie racchiuse in un edificio abbandonato. Qui, nel disfacimento e nella solitudine, la scrittura diventa esistenza.
Stefano Ciavatta - Satisfiction
Bisogna arrendersi a questo libro. Malamud si muove tra le angosce altrui e le proprie che ricorda molto lo sguardo irrequieto di John Cassavetes e la scrittura sghemba di Anthony Burgess.
Massimo Raffaeli - Alias - Il Manifesto
E' l'unicum "sperimentale" del disadorno romanziere ebreo-americano:struttura composita, prosa cangiante pre dire il conflitto razziale e stilistico di due scrittori coinquilini in un palazzo fatiscente.
Camilla Valletti - TTL - La Stampa
Un condensato dei temi più scottanti e ricorrenti di Malamud:i conflitti sociali, la necessità di riportare la verità,l'impotenza insita del mestiere di scrittore.
Vito Bevivino - Il Quotidiano
Un libro costruito sulla tensione tra due scrittori che coabitano in un palazzo abbandonato e cadente della vecchia New York.
Erminio Fischetti - Fuori le Mura
Una storia in cui la scrittura diventa metafora del senso di incompletezza e di distruzione degli esseri umani, dove la storia diventa simbolo della crescente cupezza dei tempi.