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di Marco Mancassola
Il ventisettesimo anno Due racconti sul sopravvivere 73 pagine - ottobre 2005 ISBN 978-88-7521-073-1
Prezzo di copertina: € 8 -sconto 10% € 7,20
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illustrazione di: Marina Sagona (particolare)
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Due racconti intensi e struggenti, due storie di amore, amcizia e morte, due grandi prove con cui Marco Mancassola si conferma uno dei talenti letterari più brillanti delle ultime generazioni.
Il primo racconto, che dà il titolo alla raccolta, è un microromanzo di formazione in cui il protagonista ripercorre il periodo della sua adolescenza (gli anni Ottanta): un’educazione etica e sentimentale segnata dalla scomparsa del fratello maggiore stroncato dall’Aids. Nel secondo racconto (Dov’è finita la realtà) un semplice incontro notturno tra due amici al pub diventa l’occasione per una inaspettata e vertiginosa discesa agli inferi. Tra le due storie le immagini enigmatiche di Pierantonio Tanzola si inseriscono come un terzo racconto, frammentato e struggente. Con le sue prove precedenti Marco Mancassola aveva sorpreso la critica e si era guadagnato uno zoccolo duro di lettori fedelissimi. Ma forse mai, come con questo piccolo libro, tutti i suoi temi e la sua poetica avevano raggiunto un simile vertice di sintesi, di compiutezza, di impatto emotivo.
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Ilaria L. Silvuni - Mania Magazine
Marco Marcassola è in grado di far vivere la scrittura al lettore lasciandolo sospeso per 73 pagine in una dimensione onirica ma mai così reale.
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Matteo B. Bianchi - Matteo B Blog
Intervista a Marco Mancassola.
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Camilla Valletti - L'Indice dei libri del mese
La scrittura è all'altezza del compito: ricca, ripetitiva, intima, perseguita il protagonista con l'insistenza di tante domande e di tanto dolore chiuso in gola.
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Filippo La Porta - XL - la Repubblica
La realtà è andata a finire, forse, nelle storie autentiche, quelle che non possiamo interrompere quando ci va. Ma bisogna saperle raccontare, come fa Mancassola.
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Marcello D'Alessandra - Stilos
Una scrittura capace di cogliere le sensazioni più nascoste, attraverso uno sguardo vigile sulle cose, di preferenza le più semplici e quotidiane.
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Fabrizio Ottaviani - Il Giornale
Marco Mancassola si mette all’ascolto di ciò che di meglio il tema dell'incidente abbia prodotto negli ultimi anni, dal cinema di Losey o di Lynch alla narrativa di Ballard.
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Valentina Viviani - il Friuli Giro di boa, i ventisette anni del protagonista, Hans, rappresentano un momento clou
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Andrea Carraro - Stilos Mancassola è uno scrittore da tenere d'occhio.
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Caterina Cisotto - Il Gazzettino
Mancassola fin dal debutto scrive sulla
mancanza: dell'amore, della comunicazione, in quest'ultimo caso della
vita...
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Francesca De Bassa - stradanove.net Non sono "racconti da the" ma piuttosto storie che lasciano una traccia, fanno pensare e forse insegnano qualcosa.
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Giuseppe Genna - Carmilla Mancassola dimostra, lippis et tonsoribus, di avere raggiunto una maturità definitiva, cioè stabile.
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Vincenzo Aiello - Il Mattino Ambiguo come un arcobaleno di sentimenti contrastanti.
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Nicolò Menniti-Ippolito - kataweb.it Un romanzo di formazione ridotto all’osso, e pertanto efficace
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Pasquale Bottone - iltempodileggere.com La scrittura di Mancassola mantiene sempre un suo singolare carattere ipnotico.
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Marco Nardini - Chic Trills Un “giovane” che sa osservare (fuori e dentro) e poi imprimerlo sulla carta con maestria da “veterano”.
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Ernesto Aloia, Sacra fame dell'Oro
Valeria Parrella, Per grazia ricevuta
Ivano Bariani, 16 vitamine
Giordano Meacci, Tutto quello che posso
Paolo Cognetti, Manuale per ragazze di successo
Christian Raimo, Dov'eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro?
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