Il nostro 2016 e l'anno che verrà
L'editoriale

Il nostro 2016 e l'anno che verrà

di Giorgio Gianotto

Ci sono anni in cui ti aspetti che le cose vadano in un certo modo e anni che ti sorprendono: questo 2016 è stato un po’ tutte e due le cose. 

 

Siamo stati felici di partecipare al Premio Strega e di essere accolti nella cinquina finale con Il Cinghiale che uccise Liberty Valance di Giordano Meacci, di cui abbiamo riproposto anche Improvviso il Novecento, ben felici che nel corso delle fiere alcuni di voi siano venuti a chiederci il suo ormai decennale Tutto quello che posso. Perché il catalogo di un editore racconta la sua storia, è la sua ricchezza e la proiezione verso il futuro.

Da quella cantina di Baroli e Nebbioli è riapparso Charles D’Ambrosio ma con una novità, Perdersi, tradotto come sempre splendidamente da Martina Testa, che si è accompagnato ai recuperi di Io odio John Updike di Giordano TedoldiTrilobiti di Breece D'J Pancake ritradotto da Cristiana Mennella, alla nuova edizione di Cronosisma di Kurt Vonnegut con un’introduzione di Nicola Lagioia, e a La guerra dei mondi di H.G. Wells nella nuova traduzione di Vincenzo Latronico.

 

Insieme a loro Il Popolo di Bernard Malamud, le poesie di Raymond Carver e i consigli ai giovani scrittori di Jack London, straordinario autore sempre troppo poco ricordato.

In questo 2016 ci hanno accompagnato donne meravigliose, che siamo contenti di avervi fatto conoscere: come Jamie Quatro con Voglio mostrarti di più, Sara Taylor, con il suo denso e caldo Tutto il nostro sangue, Nell Zink, autrice di un libro davvero Senza pelle e Kerry Hudson, con il suo catartico e doloroso Tutti gli uomini di mia madre. E poi una voce italiana che siamo sicuri avrà un avvenire strepitoso: quella di Claudia Durastanti, con il suo Cleopatra va in prigione.

 

È stato anche un anno di graditi ritorni: sono stati di nuovo con noi Alessio Torino, con la storia delicata e insieme tesa di Tina, romanzo di crescita intinto di poesia, e Andrea Cisi, che ci ha portato nella provincia italiana e insieme nella sua maturità artistica con lo splendido La piena.

 

Le storie nascono dalla realtà, una realtà che è sempre più complessa e che abbiamo come sempre cercato di raccontarvi: con I signori del cibo di Stefano Liberti, inchiesta giornalistica condotta letteralmente in cinque continenti e nella pancia della finanza mondiale, e con l’essenziale e necessario Capire l’economia in sette passi di Leonardo Becchetti. O entrando nelle scuole italiane attraverso l’estro e la simpatia a volte cruda di Mario Filloley con Lotta di classe o negli stadi con Giacomo Giubilini, che con 91° minuto ci ha accompagnato nel mondo del calcio dai campi sterrati dell’infanzia al marketing contemporaneo.

Siamo anche entrati, in punta di piedi, nel cuore e nella vita di una delle persone che in Italia più si occupa di chi ha bisogni e necessità come Luigi Manconi, autore di Corpo e anima, e ci siamo aperti all’innovazione collaborando con l’associazione cheFare alla pubblicazione di La cultura in trasformazione, testo a più voci fondamentale per la lettura del momento culturale contemporaneo.

E a proposito di cambiamenti, della mutazione in atto nella scena letteraria americana ci ha raccontato con spigliatezza e serenità di analisi Giulio D’Antona in Non è un mestiere per scrittori, mentre Luca Briasco con Americana ha compiuto il miracolo di scrivere, con orgoglio, un libro che nasce per far leggere altri libri, una delle cose banalmente più belle che si possano fare in questo mestiere.

 

Siamo stati al cinema: con il Maestro Bernardo BertolucciCinema la prima volta, curato da Tiziana Lo Porto, con Giuseppe Sansonna e il suo scanzonato e rutilante Hollywood sul Tevere, e ci siamo ricordati di come “la vita sia una cosa meravigliosa” nelle parole di Frank Capra con il suo Il nome sopra il titolo. Siamo anche andati a vedere qualche concerto, e siamo felici di aver portato in libreria, insieme ad altre, la voce di Kim Gordon e di una intera scena culturale alla base della formazione  non solo musicale  di molti con il suo Girl in A Band.

 

Dicevamo delle sorprese: sinora le abbiamo tenute per noi, ma è arrivato il momento di condividere alcuni dei libri del prossimo anno. Pubblicheremo una raccolta della meravigliosa Marilynne Robinson, il nuovo e attesissimo Simon Reynolds sul glam rock, e inizieremo un lavoro che ci accompagnerà per anni su Richard Brautigan, a partire dalla nuova traduzione, a cura di Luca Briasco, di American Dust. E un piccolo gioiello: la ripubblicazione di Scompartimento per lettori e taciturni di Grazia Cherchi

 

Ci saranno tante altre novità, che non riguarderanno solo i libri ma che saranno altrettanto importanti, segnali di una casa editrice viva e in movimento: ma andiamo con calma, le racconteremo poco a poco.

 

Chiudiamo con un grazie: ai nostri lettori, agli autori, ai traduttori, ai librai, a chi distribuisce e promuove i nostri libri, ai giornalisti e a tutti quelli che ci hanno accompagnato.

 

minimum fax è pronta per un anno migliore.

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